6 novembre 2016

Augusto Cavadi, "Mosaici di saggezze. Filosofia come nuova antichissima spiritualità"

Augusto Cavadi, Mosaici di saggezze.
E’ possibile vivere una spiritualità slegata da una fede religiosa? Che ruolo ha la filosofia nella ricerca di una tale spiritualità? Quali contributi ci offrono in proposito i filosofi antichi e moderni? In Mosaici di saggezze (Diogene Multimedia, Bologna, 2015, € 25,00) Augusto Cavadi risponde in modo esauriente a tali interrogativi, affermando che la spiritualità non è prerogativa solo delle religioni e che il pensiero filosofico ha le carte in regola per illuminare i percorsi di saggezza dell'umanità. Per quantità e qualità della materia trattata, il lettore ha in mano un libro assai ricco e complesso: se ne suggerisce perciò una lettura lenta e meditata, la più adatta a gustare e ‘digerire’ appieno le molteplici riflessioni che il testo contiene; riflessioni che l’autore intreccia comunque con brillante maestria, consentendo di fruire appieno della robusta poliedricità dell’opera grazie a una esposizione chiara e scorrevole.

Vinto il timore reverenziale verso un testo impegnativo sì, ma sicuramente alla portata di uomini e donne che, alla ricerca di un senso della vita e del mondo, non si sottraggono alla fatica del pensare, Mosaici di saggezze si rivela un libro necessario, addirittura di "servizio", perché, pur senza pretendere la palma dell'originalità, colma una lacuna nel panorama filosofico: recupera infatti alcuni filoni spirituali della filosofia occidentale e traccia le linee essenziali di una possibile - multiforme e intrinsecamente inesauribile - spiritualità filosofica. Operazione possibile perché l'autore - alla maniera socratica "filosofo di strada" senza steccati e senza frontiere - è capace di spaziare laicamente nell’universo delle riflessioni incarnate nel tempo dai singoli pensatori, costruendo ponti e connessioni tra le diverse 'offerte' spirituali. Perché è proprio l’esercizio del pensiero a rendere possibile una spiritualità, anzi un mosaico di saggezze e di spiritualità, a patto che, sottolinea l'autore "ci riconciliamo con la costellazione dei termini imparentati con il vocabolo 'spirito' (...) e restituiamo al termine ... la sua costitutiva polifonicità (...): ciò che noi siamo nel nucleo più intimo e ciò che possiamo diventare al culmine della nostra fioritura". Così intesa, la spiritualità non può che essere di per sé inclusiva; e la filosofia "non può sottrarsi al compito cui sembra chiamarla l'epoca storica che attraversiamo: vigilare criticamente contro ogni travestimento perverso dello spirituale, (...) ma anche contribuire in positivo alla rinascita e diffusione di un’autentica dimensione spirituale dell’esistenza personale e collettiva".

Non è facile condensare in poche righe la straordinaria ricchezza del testo: Mosaici di saggezze fornisce utili riflessioni sul senso della filosofia oggi, "l’amica ritrovata" che serve a non dare nulla per scontato ed è il miglior antidoto ai diversi fanatismi; evidenzia le connessioni inscindibili tra filosofia, etica e politica, ribadendo il legame tra la riflessione filosofica sulla vita individuale e l’azione sociale e politica e indicando nell’ortoprassi il fine ultimo della ricerca filosofica; ci offre poi un'analisi illuminante sulla svolta pratica della filosofia e un'ampia disamina sulla sua valenza intrinsecamente spirituale e terapeutica; ancora, nei capitoli "Costellazioni della modernità" e "Costellazioni della contemporaneità", il libro propone imperdibili approfondimenti sulla spiritualità di pensatori del calibro di Giordano Bruno, Pascal, Montaigne, Feuerbach, per citarne alcuni, e, tra i contemporanei, Ellul, teorico della decrescita, Hans Jonas, Gadamer ed Edgar Morin: proprio Morin ci esorta, tra l'altro, a "implementare ogni politica con generose doti di etica e ogni etica con forti iniezioni di spiritualità".

Il testo infine, non a caso scritto in prima persona, riesce persino a com-muoverci, perché le sue pagine toccano profondamente la nostra mente e il nostro cuore, attraverso una sorta di costante e feconda risacca filosofico/esistenziale. E allora: la spiritualità filosofica ci salverà? Luc Ferry afferma che compito ultimo della filosofia è comunque il riconoscimento del suo limite: "L’amore della saggezza deve in un certo senso eclissarsi per dare spazio ... alla saggezza stessa. Essere saggio (...) è semplicemente  vivere con saggezza, il più possibile liberi e felici, riuscendo infine a vincere le paure che la finitezza ha suscitato in noi". E Cavadi gli fa eco, suggerendo l’abbraccio felice tra amore e filosofia: "La filosofia può salvare dal non-senso solo se si prende sul serio la sua valenza esistenziale, mistica (...) ma in questo vissuto non può mancare l’esperienza dell’amore. La filo-sofia è completa solo se è anche sofo-filia. (...) Nessun amore della sapienza è veramente tale se non, anche, sapienza dell’amore".


Maria D’Asaro


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