MANUALE PER VIP
Rubrica a cura di Augusto Cavadi

Augusto Cavadi, Manuale per Vip
«Eh, no! Mi dispiace. Se vi siete incuriositi a questa nuova rubrica perché immaginate che parli di questo o quel Vip (dall'inglese "very important person"), rimarrete delusi. Niente pettegolezzi, indiscrezioni, dicerie: l'ottanta per cento della carta stampata e delle televisioni ne è già zeppa! Ho voluto scegliere questa sigla, invece, come abbreviazione di "Vivere in pienezza"...»
Dal post introduttivo ►
CENETTE FILOSOFICHE PER NON... FILOSOFI
(DI PROFESSIONE)
Rubrica a cura di Augusto Cavadi

Augusto Cavadi, Cenette Filosofiche
Nel 2003 alcuni partecipanti abituali alle “Vacanze filosofiche” estive¹, e residenti nella stessa città (Palermo), abbiamo esternato il desiderio di incontrarci anche nel corso dell’anno, tra un’estate e l’altra. Da qui l’idea di una cenetta quindicinale presso lo studio legale di uno di noi, Pietro Spalla, che si sarebbe incaricato di far trovare un po’ di prodotti da forno e qualche bevanda. Appuntamento alle ore 20:00 (in martedì alterni) per accogliersi a vicenda e mangiucchiare ciò che si trova sulla tavola: dalle 20:30 alle 22:00, poi, lo svolgimento dell’incontro.

La metodologia che abbiamo adottato è molto semplice: chiunque del gruppo propone un testo che si presti ad essere letto in chiave di filosofia-in-pratica (dunque non solo un classico del pensiero filosofico, ma anche un romanzo o un trattato di psicologia, un saggio di astrofisica o di botanica) e, se la maggioranza lo accetta, diventa nelle settimane successive il testo-base delle conversazioni. In esse non sono graditi gli approfondimenti eruditi (tipici dei seminari universitari) perché si vorrebbe dare spazio alle riflessioni personali, alle risonanze esistenziali e alle incidenze sociopolitiche, suggerite dal testo adottato. Uniche condizioni per la partecipazione: aver letto le pagine del libro che il gruppo si assegna di volta in volta per la riunione successiva (se non si fosse riusciti a farlo in tempo, si è pregati di assistere in silenzio) e intervenire evitando i toni polemici nei confronti dei presenti che abbiano espresso convinzioni, esperienze, ipotesi interpretative differenti dalle proprie².

La pandemia del Covid-19 ha costretto la piccola comunità di ricerca filosofica a sospendere gli incontri in presenza e a sostituirli con sessione in video-conferenza: certamente una riduzione della qualità delle relazioni fra i partecipanti, ma anche l’apertura di possibilità sino a quel momento inesplorate. Così amiche e amici di varie regioni italiane si sono collegati via internet e questa modalità di interazione ha finito col sostituire del tutto le cenette in presenza. Ci si vede direttamente alle 20:30 collegandosi mediante un link che Pietro Spalla trasmette a chiunque faccia richiesta di essere incluso nell’apposita mailing list (spalla.pietro@gmail.com).

La mailing list è diventata, sempre più, un luogo di scambi tra una cenetta e la successiva: scambi di opinioni, di commenti, di suggerimenti bibliografici, di battute umoristiche, di informazioni su eventi culturali... In questa molteplicità di interventi occasionali, non ne mancano alcuni meno estemporanei, di una certa consistenza e di un certo rilievo, che probabilmente meritano di non essere seppelliti nelle ondate di e-mail che si accavallano di giorno in giorno (talora di ora in ora).

Da qui l’idea di aprire in questo blog – www.filosofiaperlavita.it – un’apposita rubrica – “Cenette filosofiche per non... filosofi (di professione)” – che metta a disposizione, per un lasso di tempo più lungo e soprattutto per un pubblico potenzialmente più ampio, i contributi che i sostenitori finanziari della rubrica riterranno opportuno segnalare³.

Augusto Cavadi


¹ Cfr. https://vacanze.filosofiche.it
² Cfr. “Cenette filosofiche” in A. Cavadi, Mosaici di saggezze. Filosofia come nuova antichissima spiritualità, Diogene Multimedia, Bologna 2016, pp. 282-284.
³ Attualmente i rimborsi delle spese di gestione di questa rubrica sono sostenuti da Caccamo A., Cavadi A., Chiesa L., Cillari E., D’Angelo G., D’Asaro M., Di Falco R., Enia A., Federici G., Galanti M., Gulì A., Leone R., Oddo G., Palazzotto A., Paterni M., Randazzo N., Reddet C., Salvo C., Spalla P., Spalla V., Santagati G., Ugdulena G., Vergani B., Vindigni E. Chi desiderasse aggiungersi al numero dei sostenitori può contattarmi alla e-mail a.cavadi@libero.it
Visualizzazione post con etichetta Maria D'Asaro. Mostra tutti i post
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15 giugno 2026

Il week-end a Bompietro: filosofia palpabile, tutta da condividere

• Augusto Cavadi •


Filosofia per la vita - Week-end filosofico a Bompietro Giugno 2026
Come avevo anticipato il mese scorso (vedi) si è svolto con gratificazione di tutti/tutte noi partecipanti il week-end di "filosofia-in-pratica" a Bompietro.

Tra le relazioni di Maurizio Pallante (pioniere italiano della "decrescita felice" che ci ha spiegato perché, da un po' di tempo, preferisce la formula meno scandalosa di "conversione economica dell'ecologia") e di Giorgio Gagliano (che ci ha raccontato l'arte della "fuga", da situazioni opprimenti, proposta dall'antropologo Henry Laborit); tra il momento di "pittura libera" propostoci da Annamaria Pensato e di "scrittura condivisa" propostoci da Giovanna Bongiorno; tra una efficace presentazione del profilo bio-bibliografico di Alex Langer da parte di Maria D'Asaro e una commossa proiezione di fotografie e testi poetici a firma di Lorenzo Raspanti, c'è stato spazio anche per uno splendido concerto di violino dello stesso Giorgio Gagliano e per una "passeggiata filosofica" condotta da me (che, per ragioni logistiche, si è svolta nell'assetto di meditazione circolare).

Per chi c'era (e vuole ricordare) e per chi non c'era (e vuole farsene un'idea sia pur sommaria), ripropongo:
QUI il link al reportage fotografico di Maria D'Asaro (sul suo blog);
QUI il testo-stimolo della mia meditazione circolare (da Zero Zero News).


Augusto Cavadi
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3 maggio 2026

Festival della Filosofia di strada, 6-7 Giugno 2026 | Bompietro (Palermo)

• Augusto Cavadi •

Filosofia per la vita: festival filosofico a Bompietro (PA), Giugno 2026

La Biblioteca "Casa di Lucia"
www.lacasadiluciaaps.org
incontra la "Filosofia-di-Strada"

FESTIVAL della FILOSOFIA di STRADA
Bompietro (Palermo)
Sabato 6 e Domenica 7 Giugno 2026



Prima e più che una disciplina per specialisti, la filosofia è un modo di “essere-nel-mondo”: una postura interrogativa, dialogica, riflessiva. Così intesa la filosofia impregna di sé l’arte, la teologia, la politica... insomma, la vita.

Bompietro, accogliente paese delle Madonie, ospita dunque una nuova edizione degli ormai tradizionali Festival della filosofia-in-pratica (che negli anni precedenti si sono svolti ad Amandola, Favignana, Castellammare del Golfo, Lercara Friddi, Polizzi Generosa, Gibilrossa, Segesta).



PROGRAMMA

• SABATO 6 GIUGNO
Ore 11,00 - 13,00: Accoglienza e sistemazione degli ospiti nei B&B.
Ore 13,00 – 15,00: Presso Auditorium Comunale, Via Falcinelli, Pranzo condiviso con ciò che ognuno/a vorrà mettere in tavola.
Ore 16,00 - 17,30: Presso Auditorium Comunale, Via Falcinelli, L’arte della fuga (conversazione con Giorgio Gagliano).
Ore 18,00 – 19,30: Presso Auditorium Comunale, Via Falcinelli, Per una spiritualità “laica” (conversazione con Maurizio Pallante).
Ore 20,00 – 21,30: Presso A’ Kiazza, piazza principale di Locati, Cena sociale.
Ore 22,00 – 23,00: Presso Auditorium Comunale, Via Falcinelli, Concerto musicale: Giorgio Gagliano (violino), Federica Mantero (voce).

• DOMENICA 7 GIUGNO
Ore 09,00 - 10,00: Presso Parco Comunale, Piazza Gangi 1, Passeggiata filosofica - Conduce Augusto Cavadi.
Ore 10,30 - 11,30: Presso Auditorium Comunale, Via Falcinelli, Alex Langer tra scelte di pace e conversione ecologica - Conversazione con Maria D'Asaro.
Ore 12,00 - 13,30: Presso Auditorium Comunale, Via Falcinelli, Laboratorio di pittura creativa - Conduce Annamaria Pensato.
Ore 13,45 - 15.00: Presso Ristorante "Al Tulipano Rosso" (SS290, 32), Pranzo sociale.
Ore 15,30 - 16,30: Presso Auditorium Comunale, Via Falcinelli, Racconto per immagini - Conduce Lorenzo Raspanti.
Ore 16,30 - 18,00: Presso Auditorium Comunale, Via Falcinelli, Laboratorio di scrittura creativa - Conduce Giovanna Bongiorno.
Ore 18,30 - 19,30: Presso "Antico Torronificio delle Madonie", Blufi, Contrada tre Aree, Risonanze dell’esperienza nel corso di un the, con degustazione di dolci locali e saluti finali.



NOTE TECNICHE

Adesioni Per partecipare basta acquistare un pass di euro 5,00 (valido per tutti gli eventi, ma necessario anche se si decide di partecipare ad uno soltanto): i cittadini con residenza attuale a Bompietro possono esonerarsi dall’acquisto del pass e limitarsi a esibire la carta d’identità.

Posizione (Google Maps) ▼


Per pernottare "A' Kiazza" (Locati) farà dei prezzi dedicati citando l’evento. Prenotare al Cell. 327 9430281. Nel caso si trovi tutto esaurito, su internet ampia offerta di B&B in alternativa.

Per la cena di Sabato 6 Giugno Si prevede un menu standard (onnivoro o vegetariano) comprendente tagliere di cibi locali + una bevanda (costo euro 10,00). Obbligatoria la prenotazione presso A' Kiazza (Locati) al Cell. 327 9430281.

Per il pranzo di Domenica 7 Giugno Il menu prevede un primo (adatto anche a vegetariani) e una bevanda al costo di euro 15,00. Prenotazione obbligatoria al Tulipano rosso al Cell. 377 5982679. Possibilità di integrare il pasto-standard con richieste alla carta.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI Nuccio Pepe | Cell./WhatsApp: 330 851492 | Email: nucciopepe@gmail.com

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3 settembre 2025

Filosofia e umorismo, un resoconto da Agnone

• Condiviso da Augusto Cavadi •


Filosofia per la vita - Maria D'Asaro - Agnone 2025
AGNONE (Isernia) – Nell’Alto Molise, in provincia di Isernia, con i suoi 800 metri di altitudine e un clima frizzante anche d’estate, Agnone è meta assai gradevole per una vacanza agostana. Celebre per la sua antica tradizione nella produzione delle campane (qui l’articolo), la cittadina molisana, silenziosa e accogliente, oltre alle bellezze artistiche come il centro storico medievale costellato da tante chiese, offre una buona cucina, caratterizzata soprattutto dall’ottima produzione casearia (appena in periferia, è possibile visitare con degustazione in diretta una delle aziende produttrici di formaggi).

Dal 19 al 25 agosto Agnone ha ospitato la XXVIII edizione delle Vacanze filosofiche 2025 (qui per conoscerne genesi e una precedente edizione) che ha avuto per tema il rapporto tra Umorismo e Filosofia. Le due relazioni giornaliere, una mattutina e l’altra nel tardo pomeriggio, introdotte da vari relatori e relatrici, sono sempre state seguite da un confronto vivace, partecipato e plurale; il resto della giornata è stato utilizzato per passeggiate e visite culturali.

Tra i luoghi visitati in paese, si ricordano il museo storico del rame, il quartiere veneziano e il suggestivo belvedere da cui si gode la vista di un pezzo di Molise; tappa importante a una trentina di chilometri di distanza è stata l’area archeologica di Pietrabbondante (foto in apertura e a seguire), che conserva i resti di un teatro sannitico, una delle vestigia meglio conservatesi dell’antico popolo italico.


Filosofia per la vita - Maria D'Asaro - Agnone - Teatro Sannitico
Ad Agnone, non è mancata infine la visita alle Biblioteche Riunite Comunale e B. Labanca, dotate complessivamente di oltre 60.000 titoli e di un corpus di volumi antichi, circa 1.400, stampati fra il 1512 ed il 1830. Tra i libri più importanti, un’edizione del 1567 dell’Opera Omnia di Platone tradotta da Marsilio Ficino. All’interno del Museo Civico è esposto anche un calco della Tavola Osca, nota anche come Tabula Agnonensis o Tavola degli Dei, appartenente al popolo italico dei Sanniti. L’originale si conserva al British Museum di Londra.


Filosofia per la vita - Maria D'Asaro - Agnone - Biblioteca San Francesco
Filosofia per la vita - Maria D'Asaro - Agnone - Palazzo San Francesco
Tale prezioso patrimonio librario si trova al primo piano di Palazzo san Francesco (foto sopra), ex convento francescano la cui parte più antica risale al 1343, ora sede del Consiglio comunale e della prestigiosa biblioteca. Proprio a Palazzo san Francesco, per gentile concessione del Comune, hanno avuto luogo alcune sessioni delle vacanze filosofiche.

Che sono iniziate col tratteggiare quanto acquisito dalle neuroscienze e dagli studi di psicoanalisi e psicologia sui meccanismi dell’umorismo e della risata, evidenziando i percorsi neuronali e le tendenze ‘profonde’ alla base della nostra specie, ribattezzata scherzosamente Homo ridens...

É stata quindi dedicata una sessione a Socrate, maestro di ironia sia come postura soggettiva, ma soprattutto, col metodo maieutico, come posizione filosofica per eccellenza: Socrate affermava di fare qualcosa di simile al mestiere di sua madre, ostetrica: la madre aiutava le donne a partorire un corpo, mentre lui aiutava l’interlocutore a... partorire pensieri.

Successivamente il tema del riso, del comico e dell’ironia sono stati analizzati secondo il punto di vista di Henri Bergson, autore, nel 1900, del Saggio sul Riso, dove il filosofo francese indaga i principali meccanismi di produzione del comico con il ritrovamento di tratti meccanici e ripetitivi laddove ci si aspettava grazia, sveltezza e unicità vivente e vitale. Secondo Bergson tutti i comportamenti umani hanno in qualche modo a che fare col riso, espressione poliedrica dalle mille sfaccettature esistenziali e sociali.

Il tema dell’ironia è stato poi rivisitato attraverso le lenti di Vladimir Jankélévitch, filosofo e musicologo di origine russa, ma naturalizzato francese, allievo di Bergson: secondo Jankélévitch ironizzare equivale sempre a filosofare, a patto di riconoscere che l’ironia non è quella ‘cattivella’ a cui spesso facciamo riferimento: “lo scopo dell’ironia non era di lasciarci macerare nell’aceto dei sarcasmi né, dopo aver massacrato tutti i fantocci, di drizzarne uno al loro posto, ma di ripristinare ciò senza di cui l’ironia non sarebbe nemmeno ironica: uno spirito innocente e un cuore ispirato”.

Sul tema dell’ironia, non sono mancati i riferimenti alla nostra ricca tradizione letteraria: prima un viaggio nel ‘pensiero poetante’ di Giacomo Leopardi e una full immersion nella sua produzione, dalle Operette morali a La ginestra; poi un’ampia disamina della satira nella letteratura latina, con riferimenti a Lucilio, Orazio e Giovenale; ancora un ricco excursus sul saggio che Luigi Pirandello dedicò all’umorismo; e, infine, alcune domande sul radicato senso dell’umorismo nella cultura ebraica.

Le digressioni su risata e filosofia si sono concluse con la testimonianza di una docente che ha persuaso tutte e tutti sull’importanza di una pedagogia gioiosa, citando, oltre che le sue rodate esperienze in classe, la teoria della ‘pedagogia della risonanza’ (del tedesco Hartmut Rosa) e la warm cognition, appoggiata in Italia dalla professoressa Daniela Lucangeli, che afferma: “L’intelligenza funziona meglio se si è felici” e “La risata aiuta ad aprirsi agli altri”. Infatti, come è stato opportunamente ricordato, la gioia e il sorriso attivano modalità amichevoli e collaborative, che sono cognitive ed emotive insieme.

Il mondo odierno in frantumi non ha forse davvero urgente bisogno di una pedagogia del sorriso?


Maria D'Asaro

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30 agosto 2020

Cronache da una vacanza all'insegna della filosofia

• Maria D'Asaro •

Roccaraso

L'intuizione si deve al professore Augusto Cavadi che, all'inizio degli anni Ottanta, ha proposto a un gruppo di studenti liceali e universitari una vacanza speciale: trascorrere alcuni giorni insieme per confrontarsi su importanti temi filosofici ed esistenziali. Anni dopo, l'idea è stata sposata anche da uno studioso di filosofia antica, il professore Elio Rindone, che, insieme a Cavadi, nel 1998 l'ha riproposta. Sono nate così le "Vacanze filosofiche per... non filosofi", iniziativa che quest'anno è giunta alla sua ventitreesima edizione.

Le vacanze filosofiche per non filosofi sono caratterizzate da alcuni ingredienti che ne hanno garantito continuità e successo: il pluralismo degli orientamenti filosofici, che dà a ciascuno la possibilità di esprimere le proprie idee e presuppone, nello stesso tempo, la disponibilità ad ascoltare senza preconcetti le ragioni altrui; l'impegno a trattare con atteggiamento critico anche tematiche di carattere religioso o politico, nel rispetto comunque di tutte le convinzioni; il tono divulgativo delle relazioni, prive di paroloni incomprensibili e tecnicismi eruditi; la varietà degli approcci e degli stili comunicativi dei relatori che, di volta in volta, hanno il compito di avviare la conversazione di gruppo.

I partecipanti alle vacanze filosofiche non sono specialisti della filosofia, ma persone che desiderano coniugare l'approfondimento su temi di rilevanza teorica ed esistenziale con una rilassante permanenza in uno dei tanti luoghi incantevoli del nostro Paese.

Infatti, punto di forza non secondario delle vacanze filosofiche è la scelta di luoghi che – per il clima, la bellezza della natura e del paesaggio – favoriscono il relax e l'atteggiamento riflessivo nonché la possibilità di coniugare gli incontri con passeggiate ed escursioni. Erice, Norcia, Ostuni, Macugnaga (alle pendici del Monte Rosa), Lovere (in val Seriana, sulla sponda occidentale del lago d’Iseo), Pescasseroli, Santa Fosca in Cadore: queste alcune delle sedi delle vacanze filosofiche nell'ultimo decennio. Vacanze che, quest'anno, si sono svolte dal 21 al 27 agosto in Abruzzo, a Roccaraso, comune montano di 1250 metri, immerso in un territorio di elevato interesse naturalistico, inserito in parte nel Parco Nazionale della Majella.

Augusto Cavadi
Augusto Cavadi
E a Roccaraso i vacanzieri amanti della riflessione filosofica si sono interrogati sulla società democratica e i suoi presunti "nemici" di ieri e di oggi: sulla scia dei testi di Hanna Arendt e Karl Popper – rispettivamente "Le origini del totalitarismo" e "La società aperta e i suoi nemici" – i relatori Elio Rindone, Augusto Cavadi e Francesco Dipalo si sono chiesti se, in qualche modo, Platone, Hegel e Marx siano stati teorici, anche loro malgrado, dei totalitarismi del 1900; mentre Giacomo Vaiarelli ha presentato il pensiero suggestivo di marxisti eretici non totalitaristi quali Rosa Luxemburg e Ernst Bloch, nonché le proposte teoriche sulla costruzione di una società giusta e democratica da parte del filosofo statunitense John Rawls.

I due seminari giornalieri su temi così cruciali per la convivenza umana sono stati arricchiti dagli interventi costruttivi e appassionati della trentina di convenuti, che hanno potuto respirare a pieni polmoni l'aria pulita di pinete e faggete di cui è ricco il circondario, compiendo passeggiate e piccole escursioni. I partecipanti hanno anche goduto della bellezza dei comuni vicini a Roccaraso: Rivisondoli; Castel di Sangro, col suo fiume omonimo e la suggestiva cattedrale dedicata a san Rufo; Pescocostanzo, uno dei borghi storici d'Abruzzo, che ha conservato l’impronta medioevale, con i suoi edifici in pietra e le sue suggestive scalinate, ma che dispone anche di accoglienti punti di ristoro e di una nutrita varietà di negozietti di artigianato e gastronomia locale. Non sono mancate infine la visita a uno degli eremi dove, secondo la tradizione, sarebbe vissuto il papa Celestino V e una gita al lago di Barrea, nella zona dell'alto Sangro.

Terminata la vacanza filosofica, i partecipanti tornano alle proprie occupazioni e alle proprie città – Bergamo, Palermo, Varese, Roma, persino Parigi – con la mente e con gli occhi pieni di bellezza e di pensieri nuovi, più consapevoli delle proprie idee sulla vita e sulla società e più attenti alle dinamiche del pensiero sottese ai fatti storici.

Con l'auspicio che, anche in quest'epoca di confusione, di corruzione e di 'passioni tristi', il "principio speranza" di Ernst Bloch abbia accresciuto in loro la sensibilità etica e la passione civile e politica.


Maria D'Asaro


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27 luglio 2020

"L'arte di essere maschi" senza violenza

• Maria D'Asaro •

L'arte di essere maschi libera-mente

Ci sono libri la cui importanza è inversamente proporzionale al loro piccolo formato. E’ il caso del libretto “L’arte di essere maschi libera/mente” di Augusto Cavadi (Di Girolamo Ed., Trapani, 2020, € 13,90) in cui, con un linguaggio assai chiaro, l’autore ha il merito di fare il punto su una questione delicata e dolorosa quale quella della violenza sulle donne, indicando ai lettori una diagnosi e una possibile terapia. Il testo nasce dalle riflessioni maturate a Palermo da un gruppo di uomini che si incontrano – dal 2015 ad oggi – per confrontarsi sul tema della violenza sulle donne, sulla scia del gruppo “Uomini in cammino”, coordinato a Pinerolo da Beppe Pavan, e del movimento italiano “Maschile plurale”.

Augusto Cavadi
Augusto Cavadi
Cavadi sgombra subito la questione da un equivoco, spesso alimentato dai media, che etichettano come “emergenza” i casi di femminicidio; e avanza un parallelismo con la violenza mafiosa, affermando che “come la mafia quando non spara non è meno insidiosa di quando uccide platealmente, così la violenza maschile non è meno perniciosa quando non esplode in casi eclatanti”. Allora: “Il contrasto alla violenza maschile – proprio come il contrasto al dominio mafioso – non può profilarsi con i caratteri della ‘emergenza’ occasionale: deve far parte, piuttosto, di una strategia di lungo periodo che si basi sulle radici del fenomeno che si vuole estirpare”. Dove ricercare tali radici? In un “ordine patriarcale oppressivo” che appare “naturale, neutrale, ovvio” che ha invece un radicamento biologico – “una struttura anatomica più solida e più avvantaggiata dal punto di vista della difesa e dell’attacco fisici”- e una collocazione storica precisa in ambito socio-economico e giuridico-culturale: per secoli l’uomo è stato proprietario e gestore dei beni materiali e la donna non ha avuto accesso al mondo del lavoro perché ad essa è stata demandata la cura esclusiva della famiglia e della prole.

Filosofia per la vita - Keith Haring - 1
In Italia, sino al 1942, il Codice civile prevedeva l’autorizzazione del marito perché la moglie potesse sottoscrivere un contratto di lavoro, mentre bisognerà aspettare la riforma del diritto di famiglia del 1975 perché sia definitivamente superata la “potestà maritale” che, tra le tante limitazioni, escludeva le donne dalla tutela legale dei figli e dalla possibilità di ricevere beni in eredità. In questo contesto, sino alla metà degli anni ’90, lo stupro era considerato un reato contro la morale e non contro la persona: addirittura, con le motivazioni espresse in alcune sentenze, qualche giudice ha avallato il pesante pregiudizio che la donna vittima di violenza “se l’era andata a cercare”. Cavadi ci ricorda poi che anche l’universo simbolico-religioso ha avuto un ruolo nel legittimare il sistema del “patriarcato oppressivo”: nel mondo greco il pensiero filosofico e la prassi legislativa prevedevano una completa subordinazione della donna alla figura maschile; mentre oggi nelle tre religioni prevalenti (ebraismo, cristianesimo, islamismo) “siamo all’interno di un’idea del Divino antropomorfica e sessista da cui non è per nulla facile liberarsi”.

Filosofia per la vita - Keith Haring - 2
“Dio, per quanto non abbia sesso, ha però da migliaia di anni un genere: il genere maschile. Come non pensare allora che questa millenaria identificazione culturale di Dio con la maschilità non abbia conseguenze nella società umana?”. Citando una teologa, Cavadi sottolinea che “sino a quando Dio viene concepito sempre e solo come Maschio, il maschio (non necessariamente credente, confessante, praticante) avvertirà la tentazione di concepirsi come dio”. L’autore passa poi in rassegna le obiezioni più frequenti a tale analisi: tra esse, quelle che lo scenario maschilista e patriarcale sia ormai anacronistico, e che la violenza sia un dato antropologico ineliminabile, per cui “ammesso che gli uomini che esercitano violenza sulle donne siano più numerosi delle donne che la esercitano sugli uomini, essi feriscono e uccidono non in quanto maschi, ma in quanto violenti”.

Filosofia per la vita - Keith Haring - 3
A queste obiezioni, si controbatte che, se è vero che “la violenza che si consuma ogni ora sul pianeta non è solo quella ai danni delle donne in quanto tali, nel caso della violenza maschile contro le femmine ci troviamo probabilmente alla radice di tutte le manifestazioni, alla madre di tutte le violenze”. Viene infatti evidenziato che il modello virilistico, militaristico, bellicistico, l’uomo (“che non deve chiedere mai”) “è la prima radice e il primo paradigma di ogni violenza, di ogni oppressione”. Si registra infatti in tutte le epoche “una concatenazione fra l’esercizio della violenza da parte degli uomini, le attività belliche e i tratti tradizionali della maschilità”. Se questa è la diagnosi, quale la terapia? Il gruppo “Noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne”  invita tutti gli uomini a essere responsabili del modello socio-culturale di maschio che ognuno vuole incarnare, consapevoli che “mettere in discussione l’assetto culturale e sociale prevalentemente androcentrico è un gesto non solo di equità verso le donne, ma almeno altrettanto di cura verso noi stessi”.

Filosofia per la vita - Keith Haring - 4
L’invito è allora quello di “abbattere le corazze di cui la maschilità è da millenni rivestita”, corazze che impediscono agli uomini di vivere appieno la loro umanità che include capacità di cura, emozioni e sentimenti ed empatia. Nella post-fazione Francesco Seminara – uno dei componenti del gruppo palermitano – indica alcuni antidoti alla violenza maschile: la destrutturazione degli stereotipi di genere che fondano la cultura maschilista e patriarcale; la pratica, da parte maschile, di professioni di cura, quali quella di maestro di scuola e/o di infermiere; la riacquisizione della parità genitoriale in caso di separazione; la scoperta della propria dimensione sentimentale, che includa la dolcezza e la tenerezza, perché, come affermato in un testo citato: “Il mondo è pieno di parole maschili in ogni campo del sapere e del potere. Spesso questa parola maschile ha nascosto un grande silenzio sui propri sentimenti. Rompere questo silenzio su sé stessi è una frontiera del cambiamento maschile, nel nostro tempo”.

Ecco allora infine il convincente appello di “Maschile Plurale”, in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne: ”Quando il disprezzo per le donne, l’ostentazione del potere e le minacce contro i gay e gli stranieri diventano modelli di virilità  dobbiamo reagire: come uomini prima ancora che come cittadini. Sentiamo la responsabilità di impegnarci come uomini, contro la violenza che attraversa la nostra società e le nostre relazioni. Non ci sentiamo ‘protettori’ né ‘liberatori’. Sappiamo che le donne non sono affatto deboli. La loro libertà, la loro autonomia non sono una minaccia per noi uomini e nemmeno una concessione da far loro per dovere. Sono un’opportunità per vivere una vita più libera e ricca”. Per camminare insieme verso orizzonti di una comune libertà e felicità.


Maria D'Asaro


Illustrazioni: dipinti di Keith Haring
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