MANUALE PER VIP
Rubrica a cura di Augusto Cavadi

Augusto Cavadi, Manuale per Vip
«Eh, no! Mi dispiace. Se vi siete incuriositi a questa nuova rubrica perché immaginate che parli di questo o quel Vip (dall'inglese "very important person"), rimarrete delusi. Niente pettegolezzi, indiscrezioni, dicerie: l'ottanta per cento della carta stampata e delle televisioni ne è già zeppa! Ho voluto scegliere questa sigla, invece, come abbreviazione di "Vivere in pienezza"...»
Dal post introduttivo ►

4 aprile 2021

Metti "quattro maestri" a cena: martedì 6 aprile 2021 (online, ingresso libero)


Care amiche e cari amici,

ormai da quasi vent'anni, due sere al mese, ci si incontra per le "cenette filosofiche per… non filosofi". Da un anno, ormai, le cenette si sono trasformate in video-collegamenti: con l'ovvio svantaggio di non incontrarci (e di non cenare!) in presenza, ma con il vantaggio di poterci parlare anche con amici sparsi in Italia.

Filosofia per la vita - I quattro maestri, Vito Mancuso
Vi segnalo che martedì 6 aprile 2021 (solito orario: 20,30 - 22) inizieremo un nuovo ciclo di incontri a partire da "I quattro maestri" di Vito Mancuso (Garzanti, Milano 2020): un'occasione propizia per chi volesse sperimentare questa modalità di filosofia-in-pratica.

Del testo in oggetto, nella serata del 6 aprile saranno prese in considerazione le pagine 1-111 (Introduzione + Socrate). Le uniche due condizioni da accettare sono:

1) si interviene esclusivamente se si è avuto il tempo di leggere le pagine che il gruppo si è auto-assegnato (altrimenti si segue in silenzioso ascolto);
2) si interviene se si è disposti a condividere i propri pensieri, evitando sia di moltiplicare le citazioni erudite (non siamo in un seminario universitario) sia di polemizzare con le considerazioni esposte da altri partecipanti (l'interlocutore di ogni intervento è sempre il gruppo, non un singolo soggetto).

Chiedete a Pietro Spalla (spalla.pietro@gmail.com) di essere inseriti nella mailing list dei cenacolanti del martedì.

Per collegarsi (bisogna avere zoom) cliccare QUI


Augusto Cavadi

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7 gennaio 2021

Immaginare il futuro


• Anna Colaiacovo •


La pandemia che sta mettendo a dura prova la nostra organizzazione sociale, l'economia e, soggettivamente, il nostro equilibrio psichico ha fatto emergere in maniera potente le contraddizioni e gli squilibri del mondo in cui viviamo e ha reso platealmente evidente la condizione di vulnerabilità degli umani e di interdipendenza dall'altro e dalla natura.

Filosofia per la vita - Immaginare il futuro
Ha messo in discussione quelli che nel tempo, a partire dal Rinascimento, sono stati i pilastri su cui si è retta la visione dell'uomo in Occidente: individualismo, autonomia, razionalità come capacità di trasformare la realtà in funzione del proprio interesse. Una visione che ha dominato e ancora domina il pensiero liberale moderno, fondato sull'egemonia dell'homo oeconomicus, individualista ed egoista.

La crisi economica degli ultimi anni aveva già reso evidente l'inadeguatezza del neoliberismo e dei suoi presupposti antropologici. Aveva cioè rivelato che la ricerca del proprio interesse non porta a un miglioramento delle condizioni di tutti e che l’egoismo non è l'unico motore delle azioni umane. In realtà l'uomo ha una natura polimorfa, sa essere individualista o empatico e generoso. Forse il problema è creare le condizioni perché si sviluppino le disposizioni emotive prosociali.

La pandemia ci ha colti impreparati. Siamo stati colpiti da un nemico invisibile che ha distrutto le nostre certezze e che ci ha posto improvvisamente di fronte ai nostri limiti. Ci siamo ritrovati fragili e connessi gli uni agli altri, pur in assenza di contatto fisico. Abbiamo scoperto l'importanza della relazione e della cura e la paura della solitudine.

Come usciremo da questa esperienza di estrema vulnerabilità? Sperando di tornare a vivere come prima? Oppure modificando il nostro stile di vita, il nostro rapporto con gli altri e con l'ambiente in cui viviamo? Dipende dalla consapevolezza che abbiamo acquisito da questa esperienza e dalla nostra capacità di immaginare un futuro diverso. Un futuro che si presenta incerto e problematico, con possibili nuove epidemie. Scontiamo gli effetti dell'attività predatoria dell'uomo sul Pianeta Terra che ha condotto alla deforestazione, alla estinzione di migliaia di specie e alla alterazione degli ecosistemi naturali. Dobbiamo convincerci che nella lotta ai cambiamenti climatici è essenziale la difesa e il recupero degli ambienti naturali. Noi non siamo padroni della natura, la nostra vita si fonda sul respiro (mai come in questo periodo ce ne siamo resi conto) e abbiamo bisogno degli alberi che ci permettono di respirare aria pulita.

É vero, la pandemia ha cambiato le nostre priorità. Ci ha fatto comprendere quanto sia necessaria una rete efficiente di assistenza pubblica, che va salvaguardata e incrementata. Ci ha fatto anche toccare con mano l'importanza della tecnologia che ha reso possibile l'informazione, il lavoro, l'insegnamento/apprendimento. Una tecnologia da finanziare purché sia funzionale al bene comune. Ci ha fatto anche comprendere il valore della scienza come antidoto contro il virus e il ruolo imprescindibile dello Stato nella ricerca di soluzioni tese ad affrontare le forti disuguaglianze sociali. In definitiva ci ha reso più consapevoli dei rischi che corriamo come umanità e della necessità di attivare strategie comuni a livello nazionale, europeo e internazionale.

Occorre però mantenere nel tempo, anche in assenza di minacce immediate, una attenzione vigile affinché non prevalgano egoismi e l'altro (essere umano o natura) non svolga solo una funzione strumentale. Da questo punto di vista, la scuola assume una posizione centrale.

Filosofia per la vita - M. Nussbaum, Non per profitto: perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica
Martha Nussbaum da anni lotta negli Stati Uniti contro la tendenza a ridurre gli studi umanistici. La cultura umanistica, sostiene, sviluppa la capacità di trascendere i localismi, di raffigurarsi l'altro simpateticamente, di elaborare soluzioni nuove a problemi complessi, di difendere la democrazia: «Quando ci troviamo in società, se non abbiamo imparato (...) a immaginare le reciproche capacità di pensiero e di emozione, la democrazia è destinata a cadere perché è costruita sul rispetto e sulla cura, a loro volta costruiti sulla capacità di vedere le altre persone come esseri umani e non come oggetti» (M. Nussbaum, Non per profitto: perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, Il Mulino, Bologna 2013, p.25).


Anna Colaiacovo

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