MANUALE PER VIP
Rubrica a cura di Augusto Cavadi

Augusto Cavadi, Manuale per Vip
«Eh, no! Mi dispiace. Se vi siete incuriositi a questa nuova rubrica perché immaginate che parli di questo o quel Vip (dall'inglese "very important person"), rimarrete delusi. Niente pettegolezzi, indiscrezioni, dicerie: l'ottanta per cento della carta stampata e delle televisioni ne è già zeppa! Ho voluto scegliere questa sigla, invece, come abbreviazione di "Vivere in pienezza"...»
Dal post introduttivo ►

8 novembre 2020

Covid-19 tra "Il coraggio e la paura". Augusto Cavadi e Vito Mancuso in audio/video


• Augusto Cavadi •


Vito Mancuso - Il coraggio e la paura
Sulle pagine Facebook dello Spazio cultura libreria Macaione (link) e dell'Associazione Parco del Sole (link), Giovedì 22 ottobre 2020 ho intrattenuto una conversazione con Vito Mancuso sul suo ultimo libro: "Il coraggio e la paura" (Garzanti, Milano 2020, pp. 140, euro 12,00).


Di seguito una recensione dello stesso volume.




LA PAURA DEL COVID-19 E LA VIRTU’ DEL CORAGGIO

I filosofi si occupano sempre di tematiche meta-temporali: in alcuni casi seguendo un proprio percorso mentale che prescinde dagli eventi storici, in altri lasciandosi provocare dalle esperienze individuali e collettive quotidiane. In Il coraggio e la paura (Garzanti, Milano 2020, pp. 140, euro 12,00) Vito Mancuso ci offre un esempio di riflessione del secondo tipo, provando a ragionare su alcune implicazioni esistenziali della pandemia da coronavirus in corso. Un fenomeno del genere, almeno in Occidente, non si registrava da circa un secolo e ha suscitato le reazioni più disparate: dallo scoramento nevrotico di chi ha ritenuto prossima la fine del mondo alla sottovalutazione irresponsabile di chi ha 'negato' che si sia trattato di una patologia seriamente pericolosa per larghe fasce della popolazione.

L'invito dell'autore è bifronte: agli uni di "accarezzarla, la nostra paura", di non reprimerla, dal momento che "anche lei ha bisogno di carezze e di baci, e quanto più la tratteremo con tenerezza, tanto più essa si trasformerà in intelligenza" (p. 128); agli altri di non giocare a fare i superuomini, a "diffidare di un coraggio eccessivo che può degenerare in temerarietà, aggressività, violenza" (p. 17). In entrambi i casi, insomma, si tratta di accettare la vita con le sue polarità dialettiche: "rottura di simmetria e ricomposizione di simmetria, martello e cazzuola, forbici e colla": "il coraggio e la paura" (p. 129), appunto. 

La ricerca di questa "armonia" al di sopra, o al di sotto, dei contrari di eraclitea memoria è possibile solo se la struttura dell'essere umano comprende, oltre la base fisica e la dimensione psichica, anche quello "spazio vuoto" (p. 96) grazie al quale "noi possiamo prendere le distanze dal nostro corpo, dalla nostra intelligenza, dalla nostra ragione, dalla nostra passione" e che possiamo chiamare "libertà" (p. 97). Esso è la spia rivelatrice di quella dimensione antropologica "individuata dalle grandi civiltà del passato e denominata ogni volta mediante un termine che, originariamente, indicava il vento: spiritus in latino, pneûma in greco, ruah in ebraico, atman in sanscrito, tutti casi in cui il termine significa in primo luogo vento, aria libera che si muove" (p. 91). E' solo se esiste questa dimensione del nostro essere, e se ne abbiamo consapevolezza, che possiamo andare oltre i nostri "bisogni primari e naturalmente insopprimibili" e i nostri "desideri psichici, altrettanto reali ed esigenti" per dare corso alle nostre "più alte aspirazioni spirituali", come hanno testimoniato, nei millenni, "Antigone, Ettore, Alcesti"; "Buddha"; "Geremia"; "Gesù"; "i partigiani, martiri della Resistenza antifascista"; "Paolo Borsellino" (pp. 91-92).



Augusto Cavadi

Condividi:

16 ottobre 2020

Mosaici di saggezze (A. Cavadi): nuova edizione in tre atti, qui "in confezione" Davide Miccione

• Augusto Cavadi •

Augusto Cavadi - Mosaici di saggezze. Filosofia come nuova antichissima spiritualità

Come alcuni di voi ricorderanno, per i miei 65 anni ho pubblicato il testamento spirituale "a babbo vivo" (Bruno Vergani): "Mosaici di saggezze. Filosofia come nuova antichissima spiritualità". Il libro ha avuto una discreta diffusione per cui si è resa necessaria una terza ristampa. Con Mario Trombino, indomito editore, abbiamo pensato che fosse opportuno pubblicare il volume originario (un po' impegnativo da leggere e... da acquistare) in tre distinti tomi - con opportuni aggiornamenti e qualche integrazione - di cui si può fruire anche separatamente.

Augusto Cavadi - Voglio una vita spregiudicata. La filosofia come spiritualità per chi ritiene di non averne una
1) "Voglio una vita spregiudicata. La filosofia come spiritualità per chi ritiene di non averne una", Diogene Multimedia, Bologna 2020, pp. 193, euro 16,00 (corrisponde alla Prima parte del volume originario).

Augusto Cavadi - Tremila anni di saggezza. La spiritualità nella storia della filosofia
2) "Tremila anni di saggezza. La spiritualità nella storia della filosofia", Diogene Multimedia, Bologna 2020, pp. 112, euro 12,00 (corrisponde alla Seconda parte del volume originario).

Augusto Cavadi - La filosofia come terapia dell'anima. Linee essenziali per una spiritualità filosofica
3) "La filosofia come terapia dell'anima. Linee essenziali per una spiritualità filosofica", Diogene Multimedia, Bologna 2019, pp. 262, euro 16,00 (corrisponde alla Terza parte del volume originario).

Ora che i Mosaici di saggezze sono stati ricomposti, posso pubblicare per la prima volta la bella recensione che ne ha scritto tempo fa il mio generoso amico Davide Miccione.
Condividi:

30 agosto 2020

Cronache da una vacanza all'insegna della filosofia

• Maria D'Asaro •

Roccaraso

L'intuizione si deve al professore Augusto Cavadi che, all'inizio degli anni Ottanta, ha proposto a un gruppo di studenti liceali e universitari una vacanza speciale: trascorrere alcuni giorni insieme per confrontarsi su importanti temi filosofici ed esistenziali. Anni dopo, l'idea è stata sposata anche da uno studioso di filosofia antica, il professore Elio Rindone, che, insieme a Cavadi, nel 1998 l'ha riproposta. Sono nate così le "Vacanze filosofiche per... non filosofi", iniziativa che quest'anno è giunta alla sua ventitreesima edizione.

Le vacanze filosofiche per non filosofi sono caratterizzate da alcuni ingredienti che ne hanno garantito continuità e successo: il pluralismo degli orientamenti filosofici, che dà a ciascuno la possibilità di esprimere le proprie idee e presuppone, nello stesso tempo, la disponibilità ad ascoltare senza preconcetti le ragioni altrui; l'impegno a trattare con atteggiamento critico anche tematiche di carattere religioso o politico, nel rispetto comunque di tutte le convinzioni; il tono divulgativo delle relazioni, prive di paroloni incomprensibili e tecnicismi eruditi; la varietà degli approcci e degli stili comunicativi dei relatori che, di volta in volta, hanno il compito di avviare la conversazione di gruppo.

I partecipanti alle vacanze filosofiche non sono specialisti della filosofia, ma persone che desiderano coniugare l'approfondimento su temi di rilevanza teorica ed esistenziale con una rilassante permanenza in uno dei tanti luoghi incantevoli del nostro Paese.

Infatti, punto di forza non secondario delle vacanze filosofiche è la scelta di luoghi che – per il clima, la bellezza della natura e del paesaggio – favoriscono il relax e l'atteggiamento riflessivo nonché la possibilità di coniugare gli incontri con passeggiate ed escursioni. Erice, Norcia, Ostuni, Macugnaga (alle pendici del Monte Rosa), Lovere (in val Seriana, sulla sponda occidentale del lago d’Iseo), Pescasseroli, Santa Fosca in Cadore: queste alcune delle sedi delle vacanze filosofiche nell'ultimo decennio. Vacanze che, quest'anno, si sono svolte dal 21 al 27 agosto in Abruzzo, a Roccaraso, comune montano di 1250 metri, immerso in un territorio di elevato interesse naturalistico, inserito in parte nel Parco Nazionale della Majella.

Augusto Cavadi
Augusto Cavadi
E a Roccaraso i vacanzieri amanti della riflessione filosofica si sono interrogati sulla società democratica e i suoi presunti "nemici" di ieri e di oggi: sulla scia dei testi di Hanna Arendt e Karl Popper – rispettivamente "Le origini del totalitarismo" e "La società aperta e i suoi nemici" – i relatori Elio Rindone, Augusto Cavadi e Francesco Dipalo si sono chiesti se, in qualche modo, Platone, Hegel e Marx siano stati teorici, anche loro malgrado, dei totalitarismi del 1900; mentre Giacomo Vaiarelli ha presentato il pensiero suggestivo di marxisti eretici non totalitaristi quali Rosa Luxemburg e Ernst Bloch, nonché le proposte teoriche sulla costruzione di una società giusta e democratica da parte del filosofo statunitense John Rawls.

I due seminari giornalieri su temi così cruciali per la convivenza umana sono stati arricchiti dagli interventi costruttivi e appassionati della trentina di convenuti, che hanno potuto respirare a pieni polmoni l'aria pulita di pinete e faggete di cui è ricco il circondario, compiendo passeggiate e piccole escursioni. I partecipanti hanno anche goduto della bellezza dei comuni vicini a Roccaraso: Rivisondoli; Castel di Sangro, col suo fiume omonimo e la suggestiva cattedrale dedicata a san Rufo; Pescocostanzo, uno dei borghi storici d'Abruzzo, che ha conservato l’impronta medioevale, con i suoi edifici in pietra e le sue suggestive scalinate, ma che dispone anche di accoglienti punti di ristoro e di una nutrita varietà di negozietti di artigianato e gastronomia locale. Non sono mancate infine la visita a uno degli eremi dove, secondo la tradizione, sarebbe vissuto il papa Celestino V e una gita al lago di Barrea, nella zona dell'alto Sangro.

Terminata la vacanza filosofica, i partecipanti tornano alle proprie occupazioni e alle proprie città – Bergamo, Palermo, Varese, Roma, persino Parigi – con la mente e con gli occhi pieni di bellezza e di pensieri nuovi, più consapevoli delle proprie idee sulla vita e sulla società e più attenti alle dinamiche del pensiero sottese ai fatti storici.

Con l'auspicio che, anche in quest'epoca di confusione, di corruzione e di 'passioni tristi', il "principio speranza" di Ernst Bloch abbia accresciuto in loro la sensibilità etica e la passione civile e politica.


Maria D'Asaro


Condividi:

29 luglio 2020

"Filosofare in barca a Vela" - 29 Agosto 2020, Lovere sul Lago d'Iseo (BG)

• Agnese Previtali •

Filosofia per la vita - Filosofare in barca a vela

Una bella occasione per vivere in prima persona l'emozione della navigazione a vela e mettere la filosofia in pratica.


"La vela è una religione e ha i suoi riti. Se fa bello, fa bello. Se c'è vento, c'è vento. E se non c'è vento si aspetta, si sorveglia. Hai fame, mangi. Hai sete, bevi. Ti prende il sonno, dormi. E' una scuola di pazienza."
B. Moitessier


COME?
Con la barca che vedete qui sopra. 

QUANDO?
Sabato 29 Agosto 2020. 

CON CHI?
Con Agnese e Cristina. 

DOVE?
A Lovere sul Lago d'Iseo (BG).


RITROVO
Ore 11 presso Porto di Cornasola, Lovere.

META
Veleggiando liberamente sino alle 18 circa.

PRANZO
Al sacco (non dimenticare di portare acqua e una giacca a vento).

ISCRIZIONI
Entro Giovedì 20 Agosto 2020.

QUOTA
Euro 40.

CONTATTI
Email: trabucchicristina@gmail.com
Cell. 3355807946
Email: agneseprev@gmail.com
Cell. 3475525832



Verranno rispettate le norme ANTI-COVID (richieste e dettagli al momento dell'iscrizione).
Condividi:

27 luglio 2020

"L'arte di essere maschi" senza violenza

• Maria D'Asaro •

L'arte di essere maschi libera-mente

Ci sono libri la cui importanza è inversamente proporzionale al loro piccolo formato. E’ il caso del libretto “L’arte di essere maschi libera/mente” di Augusto Cavadi (Di Girolamo Ed., Trapani, 2020, € 13,90) in cui, con un linguaggio assai chiaro, l’autore ha il merito di fare il punto su una questione delicata e dolorosa quale quella della violenza sulle donne, indicando ai lettori una diagnosi e una possibile terapia. Il testo nasce dalle riflessioni maturate a Palermo da un gruppo di uomini che si incontrano – dal 2015 ad oggi – per confrontarsi sul tema della violenza sulle donne, sulla scia del gruppo “Uomini in cammino”, coordinato a Pinerolo da Beppe Pavan, e del movimento italiano “Maschile plurale”.

Augusto Cavadi
Augusto Cavadi
Cavadi sgombra subito la questione da un equivoco, spesso alimentato dai media, che etichettano come “emergenza” i casi di femminicidio; e avanza un parallelismo con la violenza mafiosa, affermando che “come la mafia quando non spara non è meno insidiosa di quando uccide platealmente, così la violenza maschile non è meno perniciosa quando non esplode in casi eclatanti”. Allora: “Il contrasto alla violenza maschile – proprio come il contrasto al dominio mafioso – non può profilarsi con i caratteri della ‘emergenza’ occasionale: deve far parte, piuttosto, di una strategia di lungo periodo che si basi sulle radici del fenomeno che si vuole estirpare”. Dove ricercare tali radici? In un “ordine patriarcale oppressivo” che appare “naturale, neutrale, ovvio” che ha invece un radicamento biologico – “una struttura anatomica più solida e più avvantaggiata dal punto di vista della difesa e dell’attacco fisici”- e una collocazione storica precisa in ambito socio-economico e giuridico-culturale: per secoli l’uomo è stato proprietario e gestore dei beni materiali e la donna non ha avuto accesso al mondo del lavoro perché ad essa è stata demandata la cura esclusiva della famiglia e della prole.

Filosofia per la vita - Keith Haring - 1
In Italia, sino al 1942, il Codice civile prevedeva l’autorizzazione del marito perché la moglie potesse sottoscrivere un contratto di lavoro, mentre bisognerà aspettare la riforma del diritto di famiglia del 1975 perché sia definitivamente superata la “potestà maritale” che, tra le tante limitazioni, escludeva le donne dalla tutela legale dei figli e dalla possibilità di ricevere beni in eredità. In questo contesto, sino alla metà degli anni ’90, lo stupro era considerato un reato contro la morale e non contro la persona: addirittura, con le motivazioni espresse in alcune sentenze, qualche giudice ha avallato il pesante pregiudizio che la donna vittima di violenza “se l’era andata a cercare”. Cavadi ci ricorda poi che anche l’universo simbolico-religioso ha avuto un ruolo nel legittimare il sistema del “patriarcato oppressivo”: nel mondo greco il pensiero filosofico e la prassi legislativa prevedevano una completa subordinazione della donna alla figura maschile; mentre oggi nelle tre religioni prevalenti (ebraismo, cristianesimo, islamismo) “siamo all’interno di un’idea del Divino antropomorfica e sessista da cui non è per nulla facile liberarsi”.

Filosofia per la vita - Keith Haring - 2
“Dio, per quanto non abbia sesso, ha però da migliaia di anni un genere: il genere maschile. Come non pensare allora che questa millenaria identificazione culturale di Dio con la maschilità non abbia conseguenze nella società umana?”. Citando una teologa, Cavadi sottolinea che “sino a quando Dio viene concepito sempre e solo come Maschio, il maschio (non necessariamente credente, confessante, praticante) avvertirà la tentazione di concepirsi come dio”. L’autore passa poi in rassegna le obiezioni più frequenti a tale analisi: tra esse, quelle che lo scenario maschilista e patriarcale sia ormai anacronistico, e che la violenza sia un dato antropologico ineliminabile, per cui “ammesso che gli uomini che esercitano violenza sulle donne siano più numerosi delle donne che la esercitano sugli uomini, essi feriscono e uccidono non in quanto maschi, ma in quanto violenti”.

Filosofia per la vita - Keith Haring - 3
A queste obiezioni, si controbatte che, se è vero che “la violenza che si consuma ogni ora sul pianeta non è solo quella ai danni delle donne in quanto tali, nel caso della violenza maschile contro le femmine ci troviamo probabilmente alla radice di tutte le manifestazioni, alla madre di tutte le violenze”. Viene infatti evidenziato che il modello virilistico, militaristico, bellicistico, l’uomo (“che non deve chiedere mai”) “è la prima radice e il primo paradigma di ogni violenza, di ogni oppressione”. Si registra infatti in tutte le epoche “una concatenazione fra l’esercizio della violenza da parte degli uomini, le attività belliche e i tratti tradizionali della maschilità”. Se questa è la diagnosi, quale la terapia? Il gruppo “Noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne”  invita tutti gli uomini a essere responsabili del modello socio-culturale di maschio che ognuno vuole incarnare, consapevoli che “mettere in discussione l’assetto culturale e sociale prevalentemente androcentrico è un gesto non solo di equità verso le donne, ma almeno altrettanto di cura verso noi stessi”.

Filosofia per la vita - Keith Haring - 4
L’invito è allora quello di “abbattere le corazze di cui la maschilità è da millenni rivestita”, corazze che impediscono agli uomini di vivere appieno la loro umanità che include capacità di cura, emozioni e sentimenti ed empatia. Nella post-fazione Francesco Seminara – uno dei componenti del gruppo palermitano – indica alcuni antidoti alla violenza maschile: la destrutturazione degli stereotipi di genere che fondano la cultura maschilista e patriarcale; la pratica, da parte maschile, di professioni di cura, quali quella di maestro di scuola e/o di infermiere; la riacquisizione della parità genitoriale in caso di separazione; la scoperta della propria dimensione sentimentale, che includa la dolcezza e la tenerezza, perché, come affermato in un testo citato: “Il mondo è pieno di parole maschili in ogni campo del sapere e del potere. Spesso questa parola maschile ha nascosto un grande silenzio sui propri sentimenti. Rompere questo silenzio su sé stessi è una frontiera del cambiamento maschile, nel nostro tempo”.

Ecco allora infine il convincente appello di “Maschile Plurale”, in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne: ”Quando il disprezzo per le donne, l’ostentazione del potere e le minacce contro i gay e gli stranieri diventano modelli di virilità  dobbiamo reagire: come uomini prima ancora che come cittadini. Sentiamo la responsabilità di impegnarci come uomini, contro la violenza che attraversa la nostra società e le nostre relazioni. Non ci sentiamo ‘protettori’ né ‘liberatori’. Sappiamo che le donne non sono affatto deboli. La loro libertà, la loro autonomia non sono una minaccia per noi uomini e nemmeno una concessione da far loro per dovere. Sono un’opportunità per vivere una vita più libera e ricca”. Per camminare insieme verso orizzonti di una comune libertà e felicità.


Maria D'Asaro


Illustrazioni: dipinti di Keith Haring
Condividi:

12 giugno 2020

Evento confermato, via libera alle prenotazioni! "XXIII Settimana Filosofica per... non filosofi" - Roccaraso (L'Aquila), 21-27 Agosto 2020

Roccaraso

Confermato! Le attuali condizioni sanitarie consentono di accedere senza ostacoli ad un appuntamento prezioso per chiunque voglia rinfrescarsi la mente, e i... polmoni!, dopo questi mesi di isolamento forzato.

Vi aspettiamo dunque a Roccaraso (L'Aquila), nel Parco Nazionale d'Abruzzo, alla "XXIII Settimana Filosofica per... non filosofi" che si terrà dal 21 al 27 Agosto 2020.

Condividi:

26 maggio 2020

"Il pensiero e la vita", nella consulenza filosofica la chiave di Neri Pollastri

• Augusto Cavadi •


Neri Pollastri - Il pensiero e la vita. Guida alla consulenza e alle pratiche filosofiche
Se qualcuno, incuriosito da pezzi giornalistici o da personaggi letterari (come uno dei protagonisti del romanzo La cura Schopenhauer di Irvin D. Yalom), volesse saperne di più sulla consulenza filosofica, ha la possibilità di informarsi attingendo direttamente a una delle fonti più autorevoli. Infatti, dopo sedici anni dalla prima edizione (con Apogeo), è stato adesso riedito, con alcune significative integrazioni, Il pensiero e la vita. Guida alla consulenza e alle pratiche filosofiche (Algra, Viagrande 2020, pp. 164) di Neri Pollastri: uno dei primissimi volumi organici sull’argomento, a firma del pioniere della "filosofia «in pratica»" in Italia.
Condividi: