MANUALE PER VIP
Rubrica a cura di Augusto Cavadi

Augusto Cavadi, Manuale per Vip
«Eh, no! Mi dispiace. Se vi siete incuriositi a questa nuova rubrica perché immaginate che parli di questo o quel Vip (dall'inglese "very important person"), rimarrete delusi. Niente pettegolezzi, indiscrezioni, dicerie: l'ottanta per cento della carta stampata e delle televisioni ne è già zeppa! Ho voluto scegliere questa sigla, invece, come abbreviazione di "Vivere in pienezza"...»
Dal post introduttivo ►

2 aprile 2020

Coronavirus, "Parlane con il filosofo": l'iniziativa di Phronesis

Filosofia per la vita - Iniziativa di Phronesis in occasione dell'emergenza Coronavirus

Iniziativa di solidarietà sociale in occasione dell'emergenza Coronavirus

#IORESTOACASA

20 professionisti dell'Associazione per la consulenza filosofica Phronesis si mettono a disposizione gratuitamente per chiunque, in questo periodo di limitazioni e costrizione domestica, sentisse la necessità di riflettere e chiarire il proprio percorso di vita, il proprio orientamento, il proprio pensiero, le personali difficoltà o dubbi. La crisi è il momento in cui occorre fare ordine nei propri pensieri, riesaminare la propria vita e la propria visione del mondo.

L'offerta è valida fino al 31 maggio 2020.

Prendi appuntamento con un filosofo per un dialogo a distanza tramite: telefono, Skype, WhatsApp. L'elenco dei professionisti disponibili è reperibile sul sito ufficiale, cliccando QUI.


Segnalato da Augusto Cavadi - https://www.augustocavadi.com
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1 aprile 2020

E' tempo di riflettere

• Anna Colaiacovo •

Filosofia per la vita - Riflessione sulla pandemia

Nella società frenetica in cui eravamo immersi prima della pandemia, la lamentela più frequente era la mancanza di tempo. Oggi, per noi, chiusi in casa a tempo indeterminato, il problema più grande sembra essere quello di riempirlo il tempo, in qualche modo. Pulizia della casa, cucina, socializzazione a distanza sono i modi più diffusi di vivere il vuoto che improvvisamente ci si è presentato davanti e che non eravamo pronti ad affrontare. Un vuoto che, da sempre associato alla mancanza nella cultura dell’Occidente, crea in noi disagio e insofferenza. Risultato? "Tutti si preoccupano di suggerirci cose da 'fare'… ", come giustamente afferma Augusto Cavadi. E' un fare che consente di non pensare. Non solo. Si moltiplicano aiuti di tipo psicologico per far sì che l'ansia diffusa sia meglio gestita. Fenomeno comprensibile. Ma, non è forse giunto il momento di prendersi un po' di tempo per riflettere? Riflettere per diventare più consapevoli e per modificare, finita la pandemia (perché prima o poi finirà), i nostri stili di vita? Penso proprio di sì. Accolgo quindi l'invito di Orlando Franceschelli, convinta come sono che, come esseri umani, siamo in larga parte responsabili di quanto sta accadendo.
La situazione ambientale non è mai stata così grave. Abbiamo sconvolto l'equilibrio naturale, saccheggiato le foreste, depredato le risorse, inquinato a man bassa. Le azioni dell'uomo hanno significativamente modificato gli ecosistemi terrestri e marini al punto tale che un milione di specie animali e vegetali sono a rischio estinzione. Nel nostro delirio di onnipotenza abbiamo pensato di poter dominare la natura, di cui siamo parte, mentre in realtà con le nostre azioni rischiamo di provocare la scomparsa dell’umanità. La Natura, senza l'uomo, sopravviverà comunque e ritroverà in un tempo relativamente breve il suo equilibrio. Oggi, nelle aree più inquinate del pianeta, la terra respira di nuovo, mentre gli esseri umani colpiti dal virus hanno difficoltà a respirare e molti muoiono.
Occorre, a mio parere, una riflessione molto seria sul modello socio-economico - il neoliberismo - che ha guidato lo sviluppo degli ultimi tempi. Ha permeato e modellato a tal punto la società e gli individui che non riusciamo più a vedere alternative. Il dominio del 'pensiero unico' è arrivato al punto tale che anche coloro che provano a immaginare un ritorno alla normalità, non mettono in alcun modo in discussione il paradigma culturale preesistente. Eppure ormai dovrebbe essere chiaro che quel modello non solo non è sostenibile, ma genera effetti imprevedibili e drammatici, come lo spostamento di intere popolazioni povere a causa del cambiamento climatico.
Abbiamo messo al centro della nostra vita l'individuo, il presente, le merci. Un individuo autonomo, sicuro di sé, attento ai propri bisogni e incurante delle sofferenze e delle esigenze altrui. Oggi, all'improvviso, scopriamo la nostra fragilità, i nostri limiti, l’importanza degli altri, non solo per le esigenze quotidiane, ma anche per condividere le nostre paure. Avevamo dimenticato che "l'uomo non è che una canna, la più debole della natura, ma è una canna che pensa. Non serve che l'universo intero si armi per schiacciarlo; un vapore, una goccia d'acqua è sufficiente per ucciderlo…" (Pascal, Pensieri). Nel chiuso delle nostre case, ora possiamo e dobbiamo provare a riflettere su quello che è davvero importante per noi e scoprire, seguendo Pascal, che la nostra dignità risiede nel pensiero che non è solo razionalità, ma include il cuore. Occorre quindi pensare bene. Che cosa significa? Sottoporre ad analisi critica le idee che abbiamo nella mente e che guidano i nostri comportamenti; ampliare i nostri orizzonti ascoltando le persone ‘competenti’; cogliere, nel nostro mondo complesso e globalizzato, le connessioni tra i fenomeni e la relazione esistente tra l'io, l'altro e la natura; comprendere che con l'uso indiscriminato delle risorse naturali (acqua, aria, suolo) mettiamo a rischio il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.

A. Colaiacovo e L. Collevecchio - Quale futuro?
Da questa difficile esperienza possiamo intanto trarre un primo insegnamento: l’importanza del tema della cura, come centrale e costitutiva dell’esistenza umana. In un testo pubblicato a gennaio di quest’anno (A. Colaiacovo e L. Collevecchio, Quale futuro? Una società con i tempi al femminile, Diogene Multimedia) prima del diffondersi dell’epidemia, io e Luigi Collevecchio ci siamo soffermati molto su questo tema. Di quale cura parliamo? Parliamo di cura dei minori, delle persone fragili, ma anche di tutela dell’ambiente e della biodiversità fino alla cura degli oggetti, del loro riutilizzo o riciclo. Oggi, con il Covid19 il tema della cura è balzato improvvisamente al centro dell'attenzione collettiva. Noi Italiani esaltiamo il lavoro di medici e infermieri che mettono a rischio la propria vita per prendersi cura dei malati di Covid19. Abbiamo, però, accettato in silenzio negli ultimi dieci anni la decurtazione di 37 miliardi alla sanità, che ha riguardato per metà proprio il personale sanitario.
In generale, il tema del prendersi cura dell’altro, da sempre confinato in ambito privato o 'periferico', mal retribuito e socialmente poco valutato, non si è ancora affermato come valore sociale e resta per lo più a carico delle donne, a titolo spesso gratuito. Eppure fornisce un sostegno essenziale alla nostra vita e si occupa degli aspetti di maggiore fragilità dell'esistenza. Per quanto riguarda i bambini, forma il modo in cui apprendono a relazionarsi con il mondo che li circonda. Riteniamo che l'educazione al prendersi cura dell'altro e alla 'condivisione della cura' debba essere posta al centro della discussione pubblica e della formazione dell'individuo. Solo in questo modo potrà produrre cambiamenti nel nostro immaginario e nella mentalità collettiva.


Anna Colaiacovo
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31 marzo 2020

Filoso/fare al tempo della pandemia

• Augusto Cavadi •

Filosofia per la vita - Pandemia

Da qualche giorno Orlando Franceschelli ha lanciato un appello 'filosofico' suggeritogli dalla pandemia in corso (vedi QUI). Dopo aver stigmatizzato i vari "parassiti della sofferenza" che, anche in questa contingenza, non mancano di affacciarsi sulla scena pubblica per guadagnare notorietà o consensi elettorali, il noto filosofo si chiede e ci chiede: «Se proprio siamo in guerra, contro cosa dobbiamo lottare per vincerla effettivamente? Soltanto contro i virus che sulla faccia della terra ci sono da prima di noi esseri umani? O anche contro le concezioni e i comportamenti di noi 'sapientes' che la terra la stiamo trasformando da ambiente-dimora in ambiente-incubo per un numero sempre crescente di esseri viventi? A cominciare ovviamente dagli esseri umani e dagli animali-non-umani più deboli e più poveri».
Affinché ciò avvenga, la tradizione filosofica occidentale può offrire preziose indicazioni operative. "Da questa pandemia usciremo migliorati se – e solo se – sapremo confrontarci criticamente con la scoperta o ri-scoperta" del "dato di fatto che «possiamo scacciare la natura col forcone, essa tuttavia ritornerà sempre / e furtivamente si insinuerà tra gli ostacoli che le si frappongono» (Orazio, Epistole, I, 10, 24-25)". Infatti, ammoniva all'alba della Modernità europea Baruch Spinoza, della natura noi esseri umani siamo «piccola parte», non "proprietari, dominatori, predatori". Ma – continua Franceschelli – appartiene alla nostra specie anche la possibilità di "migliorare concezioni, comportamenti, tentativi di essere felici, per quanto è possibile, e solidali verso ogni forma di sofferenza".
Questo appello, in quanto 'filosofico', può risuonare strano.
Chi volesse continuare può cliccare QUI.


Augusto Cavadi


In apertura illustrazione di Whooli Chen
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20 marzo 2020

Coronavirus: il flashmob filosofico di Orlando Franceschelli

Filosofia per la vita - Flashmob filosofico sull'epidemia di Coronavirus

Tutti si preoccupano di suggerirci cose da 'fare' in tempi di quarantena. Bene. Ma ci sarebbe anche qualcosa da NON 'fare': da non fuggire il vuoto impostoci, le pause forzate. Ci sarebbe da sopportare, affrontare, coltivare gli spazi di silenzio involontario; approfittarne per rivedere criticamente ciò che siamo stati, che siamo nel presente e che vogliamo essere nell'immediato futuro. Qui di seguito il nostro amico Orlando Franceschelli invita chi ama la filosofia autentica (che abita le aule accademiche e scolastiche, ma non sempre né soltanto) alla riflessione e - se lo si desidera - alla condivisione.

Augusto Cavadi
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19 febbraio 2020

"Una montagna di... Filosofia" sul Parco delle Madonie (PA) dal 10 al 12 luglio 2020

Filosofia per la vita: Festival delle Pratiche Filosofiche - Parco delle Madonie - Luglio 2020

"UNA MONTAGNA DI... FILOSOFIA"
Festival delle Pratiche Filosofiche sulle Madonie
Polizzi Generosa (Palermo)
10-11-12 Luglio 2020



"Tre giorni di convivialità
tra filosofi e non-filosofi (di professione)"
organizzati da
Fondazione "G. A. Borgese" di Polizzi Generosa (Palermo)
in collaborazione con
"Casa dell'Equità e della Bellezza" (Palermo)



PROGRAMMA

Venerdì 10 luglio
Ore 14,00 - 16,00: Arrivo e sistemazione negli alberghi convenzionati.
Ore 16,30 – 17,30: Passeggiata filosofica. Conduce Augusto Cavadi.
Si inizia a Piazza Gramsci.
Ore 18,00 - 20,00: "Ma la felicità è possibile per questa umanità?"
Conversazione con Orlando Franceschelli.
In piazza G. A. Borgese.
Ore 20,00 - 21,30: Pausa per la cena nei locali convenzionati.
Ore 22,00 - 23,00: Momento musicale
Presso la Fondazione G. A. Borgese (Cortile S. Spirito, 2).

Sabato 11 luglio
Ore  9,30 – 11,30: "Colazione col Filosofo"
Colazione con Orlando Franceschelli su "Il pianeta terra avrà un futuro?"
Ai Templari - Piazza Castello.
• Colazione con Alberto G. Biuso su "Filosofia e Letteratura"
Da Tumasella - Piazza Gramsci.
• Colazione con Augusto Cavadi su "I femminicidi sono un'emergenza?"
Pub Paradiso - Via Garibaldi, 50.
Ore 17,00 – 19,00: "Quale Dio dopo Darwin e Einstein?"
Conversazione con Claudia Fanti.
Presso Piazza Castello.
Ore 22,00 - 23,00: Momento musicale
Presso la Fondazione G. A. Borgese (Cortile S. Spirito, 2).

Domenica 12 luglio
Ore 10,30 – 12,30: "L'enigma del tempo"
Conversazione con Alberto G. Biuso.
Presso Piazza Castello.
Ore 16,00 – 18,00: Scambio dei doni immateriali
Assemblea conclusiva in cui chiunque abbia partecipato anche solo a un evento del Festival ha cinque/dieci minuti per socializzare un'intuizione o una riflessione che ha sperimentato in questi tre giorni.


NOTIZIE TECNICHE



• Non è prevista nessuna quota di iscrizione né di partecipazione agli eventi (tranne il pagamento anticipato al gestore di euro 5,00 per ogni prima colazione cui si partecipa).
• Per ragioni organizzative è gradita una comunicazione di partecipazione all'indirizzo Email: a.cavadi@libero.it
• Per ogni ulteriore informazione scrivere a: info@fondazioneborgese.it
• Ciascuno è libero di scegliere le soluzioni che preferisce per i pasti e per dormire. L'organizzazione ha concordato le seguenti condizioni:

I Templari di Domenico Di Gangi
Piazza Castello, 7
Email: itemplaripolizzi@gmail.com
Disponibilità: posti letto 8 (una quadrupla e due doppie)
Prezzo: € 25 senza colazione, € 30 con colazione

B&B Abies di Sausa Ettore
Via Dogana, 40
Email: abies.beb@gmail.com
Disponibilità: 8 posti letto in stanze doppie o triple
Prezzo: € 25 senza colazione, € 30 con colazione

Residence Saint Grace di Armano Santino
Largo Regina Elisabetta, 20
Email: santino.armano@gmail.com
Disponibilità: 28 posti letto in appartamenti da 2, 3, 4 o 5 posti letto con angolo cottura
Prezzo: € 30 comprensivo di cesto di benvenuto

Sciabakè da Sissi
Via Dogana, 19
Email: info@sciabake.it
Disponibilità (con prezzi variabili di cui informarsi):
n° 1 camera matrimoniale
n° 2 camera tripla
n° 3 camera quadrupla
n° 1 bilocale con cucina indipendente (può funzionare anche come semplice camera da letto e bagno indipendente)
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14 febbraio 2020

"XXIII Settimana Filosofica per... non filosofi" - Roccaraso (L'Aquila), 21-27 Agosto 2020

Roccaraso

• INVITO •

Il gruppo editoriale "Il pozzo di Giacobbe" - "Di Girolamo" di Trapani

organizza la

XXIII SETTIMANA FILOSOFICA PER... NON FILOSOFI

Per chi: Destinatari della proposta non sono professionisti della filosofia ma tutti coloro che desiderano coniugare i propri interessi intellettuali con una rilassante permanenza in uno dei luoghi tra i più gradevoli del Bel Paese, cogliendo l’occasione di riflettere criticamente su alcuni temi di grande rilevanza teorica ed esistenziale.

Dove e quando: Roccaraso (L'Aquila) a 1.250 metri, dal 21 al 27 agosto 2020.


Su che tema:
"La società democratica e i suoi nemici"



Le "vacanze filosofiche per... non filosofi", avviate sperimentalmente sin dal 1983, si sono svolte regolarmente dal 1998. Per saperne di più si possono leggere: Autori vari, Filosofia praticata. Su consulenza filosofica e dintorni (Di Girolamo, Trapani 2008); oppure: A. Cavadi, Filosofia di strada. La filosofia-in-pratica e le sue pratiche (Di Girolamo, Trapani 2010); oppure: A. Cavadi, Mosaici di saggezze (Diogene Multimedia, Bologna 2015).
È attivo anche il sito http://vacanze.domandefilosofiche.it curato da Salvatore Fricano (Bagheria).



Programma orientativo

Arrivo nel pomeriggio (possibilmente entro le 19) di venerdì 21 agosto e primo incontro alle ore 21. La partecipazione alle riunioni è ovviamente libera, ma le stesse non subiranno spostamenti per far posto a iniziative private.

Sono previsti due seminari giornalieri, dalle 9.00 alle 10.30 e dalle 18.15 alle 19.45, sui seguenti temi:

• Platone teorico del totalitarismo?
• Hegel teorico del totalitarismo?
• Marx teorico del totalitarismo?
• Antidoti a ogni totalitarismo che non voglia presentarsi come tale

I seminari saranno introdotti a turno da Augusto Cavadi (Palermo), Francesco Dipalo (Bracciano), Elio Rindone (Roma), Giacomo Vaiarelli (Palermo).

È possibile chiedere di anticipare e/o posticipare di qualche giorno il soggiorno in albergo.

Partenza dopo il pranzo di giovedì 27 agosto.


Costo

L'iscrizione al corso (comprensiva dei materiali didattici) è di euro 180 a persona. Chi si iscrive entro il 30 giugno ha diritto a uno sconto di 30 euro. Le coppie che si iscrivono entro tale data avranno un ulteriore sconto di 15 euro a persona. Eccezionalmente si può partecipare a uno dei 12 incontri (euro 15). Ognuno è libero di trovare il genere di sistemazione (albergo, camping o altro) che preferisce. Chi vuole, può usufruire di una speciale convenzione che il comitato organizzatore (che come sempre non può escludere eventuali sorprese positive o negative) ha stipulato con:

Hotel Trieste, Via C. Mori 15, 67037 Roccaraso
Tel. 0864 602346 - Email: info@hoteltrieste.it - (a cui ci si può rivolgere per la prenotazione delle camere e il versamento del relativo acconto). Si consiglia di chiedere l’iscrizione per tempo, poiché il numero delle camere è limitato, facendo riferimento alla convenzione particolare col gruppo di filosofia.
La pensione completa, comprensiva di bevande, costa:
• in camera singola (con bagno) € 74 al giorno.
• in camera doppia (con bagno) € 64 al giorno.
• tassa di soggiorno € 1,50 a persona a notte.


Avvertenze tecniche

Per l'iscrizione ai seminari, dopo aver risolto la questione logistica, inviare l’acclusa scheda d’iscrizione e la copia (anche mediante scanner) del versamento di € 50,00 a persona, a titolo di anticipo sulla quota complessiva, a: prof. Elio Rindone (Tel. 06 99928326 - Fax 06 23313760 - Email: eliorindone@tiscali.it oppure a.cavadi@libero.it). In caso di mancata partecipazione alla vacanza-studio, detta somma non verrà restituita. La prenotazione al seminario non è valida finché non è stato effettuato il versamento e la data del bonifico fa fede per lo sconto! Il saldo della quota di partecipazione sarà versato all'arrivo in albergo.

Scheda di iscrizione (cliccare per ingrandire / scaricare / stampare)
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23 gennaio 2020

L'invidia tra psicologia ed etica

• Augusto Cavadi •

Filosofia per la vita - Invidia

Ormai da molti anni, con un gruppetto di amici, ci incontriamo due volte al mese a cena per conversare su un libro che ci siamo assegnati alla fine dell'incontro precedente. In queste settimane è la volta di un libretto a quattro voci, a cura di Giovanni Salonia, intitolato "I come Invidia. Una lettura gestaltica" (Cittadella, Assisi 2015).

Giovanni Salonia - I come Invidia
La discussione ha fatto emergere una difficoltà altre volte esperita: poiché nella storia dell'Occidente ogni parola attraversa trasformazioni semantiche profonde, se non si chiarisce preliminarmente il significato preciso in cui la si assume si rischia l'incomprensione. Nel caso di invidia, il vocabolo è stato adottato in almeno tre accezioni differenti. La prima (ben illustrata dal saggio di Valentina Chinnici, Antropologia di una passione triste. L'invidia nel mondo classico, che costituisce la prima parte di questo testo) potremmo definirla mitico-simbolica: «Per gli antichi l'invidia era molto più di un sentimento negativo o di un semplice vizio. Invidia era in effetti una forza potente e distruttiva, dalla quale bisognava in ogni modo difendersi» (p. 15). Di questa prima valenza semantica è rimasta un'eco nel linguaggio contemporaneo: per esempio quando affermiamo che qualcuno è "rimasto vittima" dell'invidia o vi "ha ceduto" o non vi ha saputo "resistere".
Poiché questo modo di concepire le passioni umane rischia di de-responsabilizzare i soggetti (celebre l'orazione di Gorgia che assolve Elena nell'ipotesi che si sia invaghita di Paride perché vittima incolpevole di Eros), si è gradatamente affermato un secondo significato che potremmo definire filosofico-teologico: l'invidia come "vizio", dunque come un'attitudine costante a moltiplicare progetti distruttivi – più raramente anche atti: l'invidia paralizza, immobilizza – nei confronti di chi possiede (oggettivamente o, per lo meno, ai nostri occhi) più di noi. Con la psicologia e, più specificamente, con la psicoanalisi emerge e s'impone un terzo significato: l'invidia come "sentimento" spontaneo, irriflesso, pre-razionale. Secondo l'icastica definizione di Giovanni Salonia, «l’invidia è il desiderare ciò che l'altro possiede» (p. 37).
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