MANUALE PER VIP
Rubrica a cura di Augusto Cavadi

Augusto Cavadi, Manuale per Vip
«Eh, no! Mi dispiace. Se vi siete incuriositi a questa nuova rubrica perché immaginate che parli di questo o quel Vip (dall'inglese "very important person"), rimarrete delusi. Niente pettegolezzi, indiscrezioni, dicerie: l'ottanta per cento della carta stampata e delle televisioni ne è già zeppa! Ho voluto scegliere questa sigla, invece, come abbreviazione di "Vivere in pienezza"...»
Dal post introduttivo ►

16 settembre 2019

Fabio Bonafé è un mite...

Le pecore impazienti - Fabio Bonafè
Fabio Bonafé è un mite, allegro, professore di lettere in quiescenza. Mi viene difficile evitare di pensarlo come una sorta di micione sornione che abbia assunto, provvisoriamente, sembianze umane. Già i titoli di alcuni dei suoi libri più recenti dicono molto della sua arguzia: Le pecore impazienti: settantacinque storie e una ricetta (2009) e Sul rabbi molesto: il lato antipatico di Gesù (2014). Vive a Bolzano, ma non ha mai tagliato il cordone ombelicale con la sua Emilia d’origine. Questo duplice legame spiega perché quest’anno (dopo alcune esperienze analoghe) egli organizza prima a Loiano, sull’Appennino bolognese, e poi a Bolzano, due seminari residenziali sul tema della tenerezza.
Il primo appuntamento è nel week-end 21-22 settembre 2019 presso la Saletta “Maria Dalle Donne” del Municipio di Loiano (Bologna). Si inizia alle 9,00 con un po’ di yoga (guidato da Elena Querzola dell'Associazione Shanti Om), si prosegue incontrando alcuni operatori di “clown in corsia” (http://clownduepuntozero.it) e, dopo la pausa del pranzo, si conversa con lo psicoterapeuta Giovanni A. Fava sul nesso fra “Benessere psicologico e libertà spirituale”. Il giorno dopo ci si risveglia con alcuni esercizi di Qi (guidati da Marco Fregni) e si ascolta l’esperienza di “Manos sin fronteras” raccontata da Maria Rita Toschi e Gabriel Montaldo. Dopo il pranzo, l’ultimo incontro è con Antonio Graziano su “Pedagogia e Teatro della Tenerezza”.
Il secondo appuntamento, nel week-end successivo (28-29 settembre), è presso la “Biblioteca culture del mondo” (via Macello 50, Bolzano). Si inizia alle ore 15,00 di sabato 28 conversando prima con Pierpaolo Patrizi su “L’esperienza di Iris e altro”, poi con Erika Giovanelli su “La pratica dell’ascolto attivo”. Nella mattinata della domenica, infine, riflessione con Ornella Buson su “La tenerezza del Budda”. Anch’io sono stato coinvolto, cortesemente, da Fabio Bonafé a dare una testimonianza: come filosofo a Loiano (sabato 21 dirò qualcosa su “La gentilezza come tratto distintivo del filosofo di strada”) e come teologo, abbastanza eretico, a Bolzano (domenica 29 riferirò su "La tenerezza incompresa di Gesù secondo Hanna Wolff").
Ma quale il senso complessivo di queste occasioni di riflessione sul tema della “tenerezza”? La risposta migliore è nelle parole con cui il promotore dei due seminari accompagna i rispettivi programmi-inviti: “L’umanità ha sempre vissuto «tempi difficili» e ha anche saputo esprimere in ogni situazione attenzione, rispetto, cura degli altri e tenerezza. Non c’è un momento buono per provare e praticare la tenerezza: ogni momento è buono. Anche la nostra società così fortemente competitiva ed escludente, affannata e spesso sull’orlo della disperazione ha bisogno di una forte dose di tenerezza, per se stessi e per gli altri. Chi esercita la tenerezza crea immediatamente un ambiente migliore e tempi meno difficili. Un seminario sulla tenerezza deve provare ad essere «amichevole» e plurale. Per questa ragione avremo occasione di sentire voci ed esperienze diverse, e avremo anche tempi ragionevoli per poter ascoltare ed esprimerci senza fretta, fuori dal clima sempre più diffuso delle contrapposizioni e delle polemiche. La misura e il rispetto degli altri saranno il primo dono che ogni partecipante dovrà portare. Lo spirito della tenerezza è quello di creare ponti e relazioni positive, con uno slancio di simpatia preventiva, che non nega le differenze, ma sa farne una occasione di conoscenza e di bellezza”.
Dimenticavo: la partecipazione ai due seminari è gratuita e, per ogni ulteriore informazione, si può contattare l’organizzatore tramite cellulare (388 4859765) o tramite e-mail (fabiobonafe@hotmail.com).


Augusto Cavadi
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26 giugno 2019

"XXII Settimana Filosofica per... non filosofi" - Selva di Cadore (Belluno), 23-29 Agosto 2019

Selva di Cadore

• INVITO •

Il gruppo editoriale "Il pozzo di Giacobbe" - "Di Girolamo" di Trapani

organizza la

XXII SETTIMANA FILOSOFICA PER... NON FILOSOFI

Per chi: Destinatari della proposta non sono professionisti della filosofia ma tutti coloro che desiderano coniugare i propri interessi intellettuali con una rilassante permanenza in uno dei luoghi tra i più gradevoli del Bel Paese, cogliendo l’occasione di riflettere criticamente su alcuni temi di grande rilevanza teorica ed esistenziale.

Dove e quando: Santa Fosca, frazione di Selva di Cadore (Belluno) a 1.400 metri, dal 23 al 29 agosto 2019.


Su che tema:
"Ragione e/o passioni"



Le "vacanze filosofiche per... non filosofi", avviate sperimentalmente sin dal 1983, si sono svolte regolarmente dal 1998. Per saperne di più si possono leggere: Autori vari, Filosofia praticata. Su consulenza filosofica e dintorni (Di Girolamo, Trapani 2008); oppure: A. Cavadi, Filosofia di strada. La filosofia-in-pratica e le sue pratiche (Di Girolamo, Trapani 2010); oppure: A. Cavadi, Mosaici di saggezze (Diogene Multimedia, Bologna 2015).
È attivo anche il sito http://vacanze.domandefilosofiche.it curato da Salvatore Fricano (Bagheria).



Programma orientativo

Arrivo nel pomeriggio (possibilmente entro le 19) di venerdì 23 agosto e primo incontro alle ore 21. La partecipazione alle riunioni è ovviamente libera, ma le stesse non subiranno spostamenti per far posto a iniziative private.

Sono previsti due seminari giornalieri, dalle 9.00 alle 10.30 e dalle 18.15 alle 19.45, sui seguenti temi:

• Ragione versus passioni? La lezione dei classici
• Comprendere e trasformare le passioni: tra Spinoza e il Buddismo
• La mente naturalizzata: da Hume e Darwin alle attuali ricerche neuroscientifiche
• Intelligenza emotiva: una virtù da coltivare?

I seminari saranno introdotti a turno da Francesco Dipalo (Bracciano), Orlando Franceschelli (Roma), Salvatore Fricano (Bagheria), Giorgio Gagliano (Palermo), Elio Rindone (Roma).

È possibile chiedere di anticipare e/o posticipare di qualche giorno il soggiorno in albergo.

Partenza dopo il pranzo di giovedì 29 agosto.


Costo

L'iscrizione al corso (comprensiva dei materiali didattici) è di euro 180 a persona. Chi si iscrive entro il 30 giugno ha diritto a uno sconto di 30 euro. Le coppie che si iscrivono entro tale data avranno un ulteriore sconto di 15 euro a persona. Eccezionalmente si può partecipare a uno dei 12 incontri (euro 15). Ognuno è libero di trovare il genere di sistemazione (albergo, camping o altro) che preferisce. Chi vuole, può usufruire di una speciale convenzione che il comitato organizzatore (che come sempre non può escludere eventuali sorprese positive o negative) ha stipulato con:

Hotel Nigritella - Località Santa Fosca, 17 - 32020 Selva di Cadore
Tel. 0437 720041 - Email: info@hotelnigritella.com - (che dispone di piscina coperta e a cui ci si può rivolgere per la prenotazione delle camere e il versamento del relativo acconto). Si consiglia di chiedere l’iscrizione per tempo, poiché il numero delle camere è limitato, facendo riferimento alla convenzione particolare col gruppo di filosofia.
La pensione completa, comprensiva di bevande e uso della piscina, costa:
• in camera doppia uso singola (con bagno) € 67 al giorno.
• in camera doppia (con bagno) € 52 al giorno.
• tassa di soggiorno € 1,00 a persona al giorno.


Avvertenze tecniche

Per l'iscrizione ai seminari, dopo aver risolto la questione logistica, inviare l’acclusa scheda d’iscrizione e la copia (anche mediante scanner) del versamento di € 50,00 a persona, a titolo di anticipo sulla quota complessiva, a: prof. Elio Rindone (Tel. 06 99928326 - Fax 06 23313760 - Email: eliorindone@tiscali.it oppure a.cavadi@libero.it). In caso di mancata partecipazione alla vacanza-studio, detta somma non verrà restituita. La prenotazione al seminario non è valida finché non è stato effettuato il versamento e la data del bonifico fa fede per lo sconto! Il saldo della quota di partecipazione sarà versato all'arrivo in albergo.

Scheda di iscrizione (cliccare per ingrandire / scaricare / stampare)
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10 giugno 2019

Lievi note dalla presentazione a Palermo di "Pensare sul mare tra-le-terre", il nuovo libro di Augusto Cavadi

Pensare sul mare tra-le-terre - Augusto Cavadi
Desidero ringraziare quanti hanno voluto partecipare alla presentazione del mio "Pensare sul mare tra-le-terre - Filosofia e Mediterraneo" (Il pozzo di Giacobbe, 2019, pp. 72) svoltasi a "Una marina di libri" nell'Orto Botanico di Palermo giovedì 6 giugno 2019.

In particolare li ringrazio perché hanno scelto la presentazione di un libro di filosofia nella stessa fascia oraria in cui si presentavano libri più "accattivanti" e lo stesso regista Bellocchio parlava del suo ultimo film su Buscetta.

Presentazione a Palermo del libro Pensare sul mare tra-le-terre, di Augusto Cavadi 6/6/2019 - Pubblico

Ringrazio, ovviamente, le quattro persone che hanno animato la serata: Francesco Giardina che ha parlato del libro, trovandovi perfino qualche pregio(!), e ricorrendo alle caratteristiche dell'acqua secondo il Tao per descrivere la tendenza della "filosofia di strada" a infiltrarsi nei posti più impensati (centri sociali, carceri, pub, trattorie...):

Presentazione a Palermo del libro Pensare sul mare tra-le-terre, di Augusto Cavadi 6/6/2019 - Francesco Giardina con l'autore

Ancora: Adriana Saieva che ha prestato la voce a sant'Agostino, a san Tommaso d'Aquino, ad Antonio Gramsci...

Presentazione a Palermo del libro Pensare sul mare tra-le-terre, di Augusto Cavadi 6/6/2019 - Vincenzo Capodici, Federica Mantero, Adriana Saieva

Infine, ma non in ordine di gratitudine, Vincenzo Capodici alla chitarra e Federica Mantero al microfono per cantare. Così tanto per darvi un' idea...

Vincenzo Capodici e Federica Mantero


Augusto Cavadi
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3 giugno 2019

«Uomo chi sei?» La chiave filosofica di Orlando Franceschelli

Orlando Franceschelli
Orlando Franceschelli
Il “ritiro di spiritualità laica” tenutosi a maggio presso la Fattoria sociale “Martina e Sara” di Bruca, con il quale si è aperto un ciclo di incontri sul tema della Identità, è stato molto partecipato e soprattutto molto proficuo.
La decisione dei titolari della Fattoria, Giovanna Bongiorno e Mario Mulè, di affidare al filosofo Orlando Franceschelli il primo appuntamento si è rivelata opportuna e lungimirante.
Infatti non c’è dubbio che alla domanda “Chi sono io?” ciascuno di noi può rispondere solo ricorrendo alle coordinate delle varie scienze umane, psicologia e sociologia innanzitutto, e mettendosi in ascolto delle grandi tradizioni sapienziali dell’umanità, dal buddhismo all’ebraismo, dal cristianesimo all’islamismo.
Tuttavia è la filosofia che può offrire quella cornice complessiva, quello scenario di fondo, al cui interno soltanto possono decifrarsi le variabili individuali.
Quando Socrate sostiene di aver voluto obbedire all’invito dell’oracolo di Delfi  “Conosci te stesso!” – un invito che può considerarsi fondante della missione di qualsiasi filosofo – non si riferiva alla conoscenza del proprio “io” soggettivo, della propria biografia, delle proprie caratteristiche consce e inconsce, ma si riferiva, piuttosto, alla conoscenza di sé in quanto essere umano, in quanto “mortale”, in quanto appartenente all’umanità. Si riferiva alla posizione nel cosmo dell’animale dotato di parola.
Riprendo – e sviluppo sotto la mia esclusiva responsabilità – alcune preziose indicazioni suggeriteci da Franceschelli.

Augusto Cavadi
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24 maggio 2019

Cavadi sulle "Lezioni private di consulenza filosofica" di Davide Miccione



Sull'ultimo numero della rivista telematica "Comunicazione filosofica" (scaricabile gratuitamente cliccando QUI) è ospitata una mia recensione di uno degli ultimi testi di Davide Miccione: "Lezioni private di consulenza filosofica", Diogene Multimedia, Bologna 2018, pp. 106, euro 9,80.

Augusto Cavadi



Lezioni private di consulenza filosofica - Davide Miccione
A trent’anni dall’avvìo in Germania (ad opera di Gerd Achenbach) e a vent’anni dall’importazione in Italia (ad opera, soprattutto, di Neri Pollastri), la philosophische praxis – da noi tradotta, non proprio felicemente, con “consulenza filosofica” – resta un’attività professionale semisconosciuta. Anzi, per l’esattezza: misconosciuta. Infatti non è che la si conosca poco, o in pochi; la si conosce male nel senso che quasi sempre si suppone di conoscerla e, dunque,  non ci si preoccupa di informarsi nel merito.

Qualcuno la scambia per una forma di counseling, di assistenza psicologica mediante strumenti tratti dalla storia della filosofia;  qualche altro per una versione laicizzata del prete cattolico o del guru induista, dai quali ci si aspetta una parola illuminante in un momento di difficoltà esistenziale; qualche altro ancora – ma si tratta di casi più rari – suppone che si tratti di una consulenza didattica rivolta a chi, leggendo libri di filosofia, trovi difficoltà di decifrazione dei testi.

Nella concreta esperienza quotidiana può capitare di tutto e un “consulente filosofico” non è un robot programmato per svolgere una sola funzione: è prima di tutto un soggetto umano a cui può succedere, accidentalmente, di dare – se richiesto – un consiglio, un incoraggiamento o un chiarimento tecnico su un classico del pensiero filosofico. Ma, in quanto consulente filosofico, egli è abilitato e dedicato ad altro: a che, esattamente?
Uno dei più stimati consulenti filosofici italiani, alla cui professionalità deve moltissimo l’associazione nazionale “Phronesis” (www.phronesis-cf.com), Davide Miccione, lo spiega in un aureo libretto di poco più di cento pagine: Lezioni private di consulenza filosofica (Diogene Multimedia, Bologna 2018, pp. 106, euro 9,80). E lo fa proprio con andamento filosofico (almeno secondo una certa accezione, poco accademica, di filosofia): cioè problematico, autobiografico, dialogico, ironico e autoironico...
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16 maggio 2019

Arrivano i filosofi in carcere per aiutare a pensare meglio

Filosofia per la vita - Consulenza filosofica in carcere

Due progetti sperimentali di consulenza filosofica – pratica da anni utilizzata per ridurre disagio e problemi di relazione in contesti lavorativi, scolastici e ospedalieri in alternativa alla psicologia e a discipline più tradizionali – sono oggetto dei protocolli d’intesa firmati oggi dal Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per Umbria e Toscana Antonio Fullone e dalla presidente di Eu-Topia onlus Anna Maria Corradini.

Il consulente filosofico, a differenza dello psicologo o dello psicoterapeuta, non cerca le cause del malessere del paziente e non indica soluzioni, ma accompagna il consultante a una riflessione critica sul proprio modo di pensare la realtà, aiutandolo a metterne a fuoco contraddizioni nella concreta esperienza di vita.

Proprio il lavoro sulla consapevolezza rende questa disciplina adatta alle persone detenute le cui scelte sono state determinate in gran parte da una visione della realtà che chiede una nuova riflessione. Uno degli accordi tra Provveditorato Regionale (PRAP) ed EU-TOPIA, organizzazione di utilità sociale senza fini di lucro, prevede tuttavia anche un percorso specifico per gli operatori penitenziari allo scopo di favorirne il benessere personale, conoscere le proprie potenzialità e perseguire la propria realizzazione.

Le attività previste dai protocolli si svolgeranno nei due istituti del distretto che saranno individuati dai rispettivi staff di direzione dei progetti, composti da rappresentanti delle istituzioni firmatarie.

Il protocollo di consulenza filosofica destinato ai detenuti ha come obiettivi specifici il miglioramento della qualità della vita detentiva e personale attraverso la riduzione dei conflitti e il trattamento di problematiche riguardanti la sfera emozionale. I consulenti filosofici proposti da Eu-TOPIA potranno entrare negli istituti come volontari (artt. 17 e 78 ordinamento penitenziario) e svolgeranno la propria attività con il coordinamento del funzionario giuridico-pedagogico referente per il progetto.

Trattare problemi di disagio e sofferenza nelle relazioni e problemi legati ad autostima e problematiche legate alla sfera emozionale per il miglioramento della qualità della vita personale e professionale sono invece tra gli obiettivi del protocollo di consulenza destinato al personale penitenziario che si articolerà in cinque incontri tematici con gruppi di massimo dieci operatori e in colloqui individuali.

Le attività di entrambi gli accordi, della durata di due anni, non comportano spese per l’Amministrazione Penitenziaria e prevedono l’elaborazione di studi e ricerche per individuare e definire strategie d’intervento efficaci nell’ambito del trattamento.


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29 aprile 2019

Festival Filosofico di Castellammare: ciò che "ci" resta...

Festival della Filosofia d'a-Mare 2019

Con il pranzo di domenica 28 aprile si è conclusa la VI edizione del Festival della Filosofia d'a-Mare a Castellammare del Golfo, Trapani (co-organizzato dal Gruppo editoriale Di Girolamo, dalla Scuola di formazione etico-politica "Giovanni Falcone" e dalla Fattoria sociale "Martina e Sara"). La gioiosa gratitudine espressa spontaneamente, in pubblico e in privato, dagli oltre settanta partecipanti ha sancito - in maniera inequivocabile - la riuscita dell'esperienza. 
Sarò felice di restituire, in qualche post successivo, dei frammenti (scritti e iconici) di queste quattro, intense, giornate.

Comincio, intanto, con un po' di materiale che ho già a portata di mano.

Al link https://gopro.com/v/OWGaz3JZaR4wK trovate una breve sintesi fotografica fornitami dalla cara Adriana, senza la cui costante e preziosa presenza la fatica fisica e psichica della gestione dell'evento mi sarebbe riuscita troppo pesante.

Un'altra sintesi, non certo meno efficace e suggestiva, ce l'ha regalata Lorenzo Raspanti con una composizione poetica letta in sede di agorà plenaria:



Ciò che mi resta

Abbiamo iniziato un cammino verso il mare
confine che non conosce confini
il mare delle tempeste mute delle sofferenze
relitti
corpi straziati
naufraghi invisibili che cercano invano specchi occhi
mani da salvare
La fitta dolce rete delle passioni dei desideri
a volte cela sguardi di compassione
Forse un giorno sarà amore
Miserere
terra cielo mare martoriato
fetore geneticamente modificato
Saremo ancora capaci di riconoscere la gentile emozione
di un sorriso, di una ruvida carezza?
Nel kaos del breve tempo fragile tutto passa
Ciò che mi rimane addosso non è che polvere
una flebile traccia
frammento di un pizzico di lievito
che ha lo stesso intenso sapore
dello stupore per la bellezza del cosmo.



Aggiungo, a beneficio della memoria di chi c'era e della curiosità di chi non c'era, qualche appunto con cui ho introdotto il primo appuntamento del Festival, la passeggiata filosofica dal belvedere sul golfo ai piedi del castello che presidia l'ingresso del porto (vedi foto nell'incipit di questo messaggio):

"Il Mediterraneo, in linea di principio, sembrerebbe un luogo del pianeta refrattario ai fondamentalismi. Franco Cassano, ad esempio, scrive: «Il Mediterraneo sottolinea il valore della pluralità: nessuna forma di vita è più vicina delle altre alla perfezione. Nessuna tradizione può imporsi alle altre. Il primo comandamento mediterraneo è: tradurre le tradizioni, far sì che gli uomini diventino amici non nonostante le differenze, ma anche grazie ad esse». Purtroppo, di fatto, le cose non sono andate così. L'ebraismo ha prodotto varie interpretazioni, tra cui alcune fondamentaliste; il cristianesimo conosce varie versioni, tra cui alcune fondamentaliste; l’islamismo si è diramato anch'esso in alcune correnti, alcune delle quali fondamentaliste. Perché, come mai? Il Mediterraneo alimenta pluralismo, scambi orizzontali, arricchimenti reciproci sino a quando i porti sono aperti. Quando si comincia a chiudere i porti, quando si comincia a erigere mura intorno alle città (a Gerusalemme, al Vaticano, a La Mecca…), le interconnessioni si spezzano. Ogni civiltà si chiude in se stessa, si assolutizza, si isola. In questi mesi gli animi più sensibili fra noi si preoccupano degli sbarramenti dei porti e dell'erezione dei muri pensando a chi resta fuori, rifiutato. E' una preoccupazione giustificata e nobile. Ma è solo una preoccupazione a metà. Infatti, quando chiudiamo agli altri, ci chiudiamo noi stessi: ci precludiamo le relazioni, ci isoliamo, ci auto-recludiamo. Ci condanniamo al fondamentalismo".


Augusto Cavadi
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