19 aprile 2017

"XX Settimana Filosofica per... non filosofi" - Erice (Trapani), 18-24 Agosto 2017


Se vuoi partecipare alle vacanze filosofiche per... non filosofi (18-24 agosto 2017) è il momento di programmare le tue ferie, prenotare l'eventuale aereo e bloccare l'albergo a prezzi convenzionati. In più, se prenoti entro il 30 giugno avrai uno sconto sulla quota di iscrizione ai seminari.

• INVITO •

Il gruppo editoriale "Il pozzo di Giacobbe" - "Di Girolamo" di Trapani
e la fattoria sociale "Martina e Sara" di Bruca (Trapani)

organizzano la

XX SETTIMANA FILOSOFICA PER... NON FILOSOFI

Per chi: Destinatari della proposta non sono professionisti della filosofia ma tutti coloro che desiderano coniugare i propri interessi intellettuali con una rilassante permanenza in uno dei luoghi tra i più gradevoli del Bel Paese, cogliendo l'occasione di riflettere criticamente su alcuni temi di grande rilevanza teorica ed esistenziale.

Dove e quando: Erice (Trapani) a 750 metri, dal 18 al 24 agosto 2017


Su che tema:
"L'amore: risorsa e trappola"



Le "vacanze filosofiche per... non filosofi", avviate sperimentalmente sin dal 1983, si sono svolte regolarmente dal 1998. Per saperne di più si possono leggere: Autori vari, Filosofia praticata. Su consulenza filosofica e dintorni (Di Girolamo, Trapani 2008); oppure: A. Cavadi, Filosofia di strada. La filosofia-in-pratica e le sue pratiche (Di Girolamo, Trapani 2010); oppure: A. Cavadi, Mosaici di saggezze (Diogene Multimedia, Bologna 2015).
È attivo anche il sito http://vacanze.domandefilosofiche.it curato da Salvatore Fricano (Bagheria).



Programma orientativo

Arrivo nel pomeriggio (possibilmente entro le 19) di venerdì 18 agosto e primo incontro alle ore 21. La partecipazione alle riunioni è ovviamente libera, ma le stesse non subiranno spostamenti per far posto a iniziative private.

Sono previsti due seminari giornalieri, dalle 9.00 alle 10.30 e dalle 18.30 alle 20.00, sui seguenti temi:

• Eros, agape, caritas
• A-mor: dalla logica della separazione a una logica integrativa
• Eros, philia e agape: distinguere per unire
• Il tentativo di amare: un’analisi esistenziale
• Sesso solido e liquido amore: spunti di riflessione per misurarsi con la contemporaneità

I seminari saranno introdotti a turno da Augusto Cavadi (Palermo), Francesco Dipalo (Bracciano), Salvatore Fricano (Bagheria), Giorgio Gagliano (Palermo), Elio Rindone (Roma).

È possibile chiedere di anticipare e/o posticipare di qualche giorno il soggiorno in albergo.

Partenza dopo il pranzo di giovedì 24 agosto.


Costo

L'iscrizione al corso (comprensiva dei materiali didattici) è di euro 180 a persona. Chi si iscrive entro il 30 giugno ha diritto a uno sconto di 30 euro. Eccezionalmente si può partecipare a uno dei 12 incontri (euro 15). Ognuno è libero di trovare il genere di sistemazione (albergo, camping o altro) che preferisce. Chi vuole, può usufruire di una speciale convenzione che il comitato organizzatore (che come sempre non può escludere eventuali sorprese positive o negative) ha stipulato con:

Hotel Villa San Giovanni - Viale Nunzio Nasi, 12 - 91016 Erice
Tel. 0923 869171 - Fax 0923 502077 - Email: villas.giovanni@libero.it - (cui ci si può rivolgere per la prenotazione delle camere e il versamento del relativo acconto). Si consiglia di chiedere l’iscrizione per tempo, poiché il numero delle camere è limitato, facendo riferimento alla convenzione particolare col gruppo di filosofia.
La pensione completa, comprensiva di bevande, costa:
• in camera singola (con bagno) € 66 al giorno.
• in camera doppia (con bagno) € 60 al giorno.
• tassa di soggiorno € 1,50 al giorno per ogni ospite.


Avvertenze tecniche

Per l'iscrizione ai seminari, dopo aver risolto la questione logistica, inviare l’acclusa scheda d’iscrizione e la copia (anche mediante scanner) del versamento di € 50,00 a persona, a titolo di anticipo sulla quota complessiva, a: prof. Elio Rindone (Tel. 06 99928326 - Fax 06 23313760 - Email: eliorindone@tiscali.it oppure a.cavadi@libero.it). In caso di mancata partecipazione alla vacanza-studio, detta somma non verrà restituita. La prenotazione al seminario non è valida finché non è stato effettuato il versamento e la data del bonifico fa fede per lo sconto! Il saldo della quota di partecipazione sarà versato all'arrivo in albergo.

Scheda di iscrizione (cliccare per ingrandire / scaricare / stampare)
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12 aprile 2017

Antonino Cangemi su "Andarsene" di Augusto Cavadi


Andarsene. Brevi riflessioni sulla morte propria e altrui
Questa volta Cavadi ci parla della morte. Con sereno distacco, lucida intelligenza, spirito divulgativo, sapienza dottrinale mai fine a se stessa. Come si addice a un filosofo, o meglio a un consulente filosofico, qual è Augusto Cavadi.
Il libro a cui ci si riferisce, l’ultimo dell’eclettico pensatore palermitano, è Andarsene, edito da Diogene Multimedia (96 pagine, 5 euro). Significativo il sottotitolo: Brevi riflessioni sulla morte propria e altrui, che svela come l’autore non sale sulla cattedra nel suo dialogo con i lettori, ma li stimola interrogando per primo se stesso.
Tutti dobbiamo confrontarci col tema della morte, e lo facciamo in modo diverso: tentando di esorcizzarlo, sublimarlo, fingendo indifferenza, aggrappandoci alla fede o, frequentemente, al catechismo spicciolo.
Le speculazioni dei filosofi possono esserci d’aiuto per una risposta meno fragile e meno insicura. Per questo Cavadi, nella prima parte del volumetto, illustra le posizioni di vari filosofi e pensatori. A partire da chi elude il tema della morte, come Pascal (“gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l’ignoranza, hanno risolto, per viver felici, di non pensarci”), o Buddha (“come l’aria è necessaria per vivere e perciò stesso ogni Uomo ha accesso all’aria e respira... così, analogamente, se quegli interrogativi fossero tanto vitali... non si potrebbe vivere senza dar loro una risposta”). Per soffermarsi poi su chi nega rilievo alla morte e di essa non ha paura: Epicuro, secondo il quale l’uomo non ha ragione di temere la morte, assente quando lui è presente presente nella sua assenza, e lo stesso Socrate, che dice di non temerla perché “o è come un non essere più nulla... o... una specie di mutamento, di migrazione dell’anima”. Contrapposte le posizioni di chi crede nell’immortalità dell’anima, a cominciare da Platone, o ritiene la morte come un ritorno alla divinità che ci ha originato (Hegel), e di chi, al contrario, la considera, nichilisticamente, come un tornare dal nulla al nulla (“tutti i viventi sono gettati nella vita senza averlo chiesto, sono promessi alla morte senza averlo desiderato. Vivono fra nulla e nulla”, Edgar Morin).
Nella seconda parte di “Andarsene” Cavadi, seguendo il metodo della filosofia in pratica volto a sollecitare interrogativi cui fornire risposte che aiutano ad affrontare meglio la quotidianità della vita, offre delle indicazioni bibliografiche utili per esplorare il tema nelle sue varie angolazioni, convinto che la consapevolezza della propria esistenza non può prescindere dall’accettazione della sua fine. Due sono i libri suggeriti: Che cosa vuol dire morire, curato da Daniela Monti, e Modi di morire di Iona Heart. Nel primo sono intervistati diversi filosofi contemporanei che rispondono al quesito dell’autrice, appunto “che cosa vuol dire morire”, manifestando i loro punti di vista, oscillanti tra scetticismo, spiritualismo, panteismo, nella loro pluralità espressioni di una meditata speculazione. Nel secondo, che prende spunto da esperienze reali, si riflette sui diversi modi di morire per individuare, in conclusione, quelli più confortevoli: il sollievo quando si abbandona il nostro ciclo terreno, secondo l’autrice, è assicurato dalla medicina, assistita però dalla pietas delle humanae litterae, sottolineandosi come la scienza medica trova necessario sostegno e nutrimento nella cultura umanistica.
Andarsene di Augusto Cavadi è un libro che va comprato (il suo costo è irrisorio), letto e meditato: riflettere sulla morte ci aiuta a vivere meglio.

Antonino Cangemi


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30 marzo 2017

Alberto Spatola, Augusto Cavadi e l'arte pittorica

Filosofia per la vita: Alberto Spatola e Augusto Cavadi sull'arte pittorica.
Alberto Spatola - Ciao Augusto, sto scoprendo che l'arte pittorica giova alla filosofia della conoscenza, in quanto il verum della percezione artistica è quanto mai vario e soggetto alle condizioni culturali e temporali, per cui finisce che lo stesso verum sia sostituito dal bello, nella ricerca della verità. Non è vero ciò che è vero, ma ciò che piace ed è bello. Ma può essere mai?
Credo che riguardi in primo piano il pensiero di Nietzsche e, ab origine, il pensare dei sofisti. Ciò che conta è la pulchritudo, niente affatto il verum. Anzi, superata ogni speranza che riguardi la aletheia dei Greci, rimane solo la “giovinezza”, non più incontrata ontologicamente ed analogicamente, ma vissuta in fantasia: fascinosa eppure sempre più lontana da ciò che credevamo essere "la realtà".
Come vedi, mi tengo in allenamento, per un "giovanil pensiero", non necessariamente vero... Ciao, spero a presto.

Augusto Cavadi - Caro Alberto, ti ringrazio del quesito, anche se devo confessare che non sono sicuro di aver capito alcuni passaggi (certo, da un non-filosofo di professione come te ci si aspetterebbe un linguaggio un po’ meno tecnico dal punto di vista teoretico…). Mi piacerebbe capire, innanzitutto, se la tua è solo una constatazione di fatto (“Non è vero ciò che è vero, ma ciò che piace ed è bello”) oppure anche una convinzione filosofica cui sei pervenuto per così dire sul piano di principio.
Personalmente sono d’accordo che, sociologicamente, nella nostra epoca (ma forse in tutte le epoche) noi esseri umani tendiamo a ritenere vero ciò che ci seduce piuttosto che a lasciarci sedurre da ciò che riteniamo vero. Ma sono altrettanto convinto che, per così dire sul piano di diritto (gli antichi dicevano de iure), bisognerebbe distinguere il “bello” dal “piacevole”: ciò che è bello è sempre vero, ma non sempre lo è ciò che è piacevole. Talora la verità è sgradevole, amara, indigeribile: tanto che lo stesso Nietzsche ha sostenuto che spesso la vede non chi è più intelligente, ma chi è più coraggioso. Per fare un esempio fra mille possibili: la morte affrontata per difendere i deboli ha una sua bellezza rivelativa di ciò “vale”, che è degno in sé; ma non ha nulla di piacevole né per chi l’affronta né per chi la considera dall’esterno.
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9 marzo 2017

Fede, filosofia, politica: il "cerchio magico" di una spiritualità laica. 12 Marzo 2017, Motta di Livenza (TV)

Filosofia per la vita - Augusto Cavadi.
Augusto Cavadi
Domenica 12 marzo 2017, alle ore 16, a Motta di Livenza (Treviso), presso Onorio Zaratin (Via della Croce, 1) si terrà un incontro con Augusto Cavadi (www.augustocavadi.com) sul tema: “Fede, filosofia, politica: il ‘cerchio magico’ di una spiritualità laica”.

Onorio, promotore dell’incontro, precisa che:
• dalle ore 16,00: accoglienza reciproca
• alle ore 16,30: inizio incontro
• se qualcuno (non tutti) porterà qualche dolcetto, termineremo la serata con un semplice buffet
• è sgradito il ritardo.

Egli propone inoltre, come cifra dell'incontro, un brano di Leonardo Boff: "Le nostre sfide di ordine ecologico, economico, politico, sociale, etico e spirituale sono tra loro connesse. (...) Questa rete di connessioni potrà essere ordita unicamente se cercheremo di attenerci al seguente ordine: se il bene particolare è ordinato al bene comune, se l'economia è sottomessa alla politica, se la politica è retta dall'etica e se l'etica si ispira a una spiritualità, vale a dire a un'ottica nuova riguardo all'universo, al luogo che l'essere umano vi occupa e al mistero dell'esistenza" (cit. in A. Cavadi, Mosaici di saggezze. Filosofia come nuova antichissima spiritualità, Diogene Multimedia, Bologna 2015, p. 61).

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4 marzo 2017

Filosofia d'A-mare

La filosofia, troppo spesso noiosa sui banchi di scuola, saltella gaiamente fuori dalle aule accademiche. E invade le piazze, i teatri, i caffè… A settembre scorso, ad esempio, sono stato in Emilia per il “Festival della filosofia”: tra Modena, Sassuolo e Carpi, ho incontrato centinaia di spettatori da ogni parte d’Italia e di ogni fascia d’età. Ho scritto “spettatori”, avrei preferito scrivere “partecipanti”: ma sarebbe stato un pietoso eufemismo. L’aspetto incoraggiante della manifestazione  - per l’ennesima volta la filosofia, data per defunta, è risorta dalle sue stesse ceneri - è stato bilanciato da aspetti meno positivi: gli oratori di turno, accolti come stelle del pop, arrivavano un minuto prima dell’ora fissata, divulgavano in pillole le tesi esposte già in decine di pubblicazioni, fuggivano via sessanta minuti dopo tra il festoso click dei cellulari in assetto fotografico. Quando andava di lusso c’erano pochi minuti per qualche domanda dal posto (“Brevi e concise, mi raccomando!”), magari anche qualche autografo e qualche selfie, e l’evento si chiudeva. Qualcuno più romantico comprava la maglietta bianca con la citazione di Eraclito in rosso; qualche altro più materialista, come me, acquistava per pochi euro al pub convenzionato l’economico menù  “Razion sufficiente”.
Ma è possibile un altro modo di sperimentare la filosofia? Per esempio convivendo, per alcuni giorni negli stessi locali,  filosofi di professione e persone interessate alla filosofia che nella vita si occupano d’altro? In ambienti più limitati in cui sia possibile non soltanto ascoltare relazioni ma anche, e soprattutto, pensare-insieme sulle tematiche prescelte? Insomma: è possibile un’esperienza in cui il filosofare, recuperando la sua origine dialogica, diventi (con tutti i rischi del caso) un con-filosofare? E’ la scommessa che si tenta di vincere da alcuni anni in Sicilia con il “Festival Nazionale della Filosofia d’A-mare” che giunge, dal 1 al 4 giugno, alla quarta edizione nella splendida cornice naturale e urbana di Castellammare del Golfo (Trapani).
Anche il programma di quest’anno [vedi di seguito] si presenta variegato per lo stile dei filosofi invitati, per i temi selezionati, per il taglio e le modalità dei diversi incontri. Sono previsti laboratori di con-filosofia, eventi musicali, caffè-philo, visite alla Riserva dello Zingaro e al centro storico di Trapani, una passeggiata filosofica, una meditazione laica, una lezione magistrale, una disputa a due, una tavola rotonda... Verrà anche presentato un libro (“Ascetica da tavolo. Pensare dopo la svolta pratica” di Davide Miccione) che può considerarsi un manifesto della filosofia-in-pratica: in esso infatti si rileva il fenomeno contemporaneo, oggettivo, della tendenza a riscoprire la filosofia come non solo un modo di guardare al mondo ma anche, e soprattutto, di essere nel mondo.
Per gli amministratori che, con lungimiranza, riescono a incoraggiare l’iniziativa ritagliando un piccolo contributo da un budget non certo sovrabbondante sarà importante verificare che anche quest’anno più di centocinquanta persone, da tutto il Paese e qualcuno anche dall’estero, si iscriverà alle sessioni filosofiche previste. Ma il bilancio più vero sfuggirà a ogni misurazione quantitativa: riguarderà, infatti, ciò che avverrà negli animi dei partecipanti. Se sarà cresciuta, almeno un po’, la conoscenza di alcune tematiche scottanti e, soprattutto, se - confrontandosi democraticamente con altri cittadini - saranno maturati il senso critico e la qualità etica del proprio impegno sociale.

Augusto Cavadi

"100Nove", 2/3/2017


Filosofia per la vita: Festival Nazionale della Filosofia d’A-mare, quarta edizione, Castellammare del Golfo (TP), 1-4 Giugno 2017

IL GRUPPO EDITORIALE “DI GIROLAMO” DI TRAPANI
LA SCUOLA DI FORMAZIONE ETICO-POLITICA “G. FALCONE” DI PALERMO
LA FATTORIA SOCIALE  “MARTINA E SARA” DI BRUCA (TP)
con il patrocinio del Comune di Castellammare del Golfo (Trapani)

organizzano

la quarta edizione del
FESTIVAL NAZIONALE DELLA FILOSOFIA D’A-MARE
La festa della filosofia di strada per non...filosofi (di professione)
Castellammare del Golfo (Trapani)
Giovedì 1 giugno - Domenica 4 giugno 2017


PROGRAMMA

Giovedì 1 giugno
Ore 14,00 - 18,00: Accoglienza e registrazione dei partecipanti presso l'Hotel Al Madarig.
Ore 18,30 – 19,30: Passeggiata filosofica. Conduce Augusto Cavadi.
Partenza dall’Hotel Al Madarig.

Venerdì 2 giugno
Ore  8,00 –  9,00: Colazione con i filosofi.
Momento informale presso l’Hotel Al Madarig.
Ore  9,30 – 12,00: Laboratori di con-filosofia. Uno a scelta secondo prenotazione, tutti presso l'Hotel Al Madarig:
Input di Luigi Lombardi Vallauri su “Gli animali hanno un’anima?” Conduce e modera Marta Mancini.
Input di Orlando Franceschelli su “Gli atei hanno una spiritualità?” Conduce e modera Chiara Zanella.
Input di  Giorgio Gagliano su “Musica e filosofia in ottica pedagogica”! Conduce e modera Augusto Cavadi.
Ore 18,00 – 20,00: Lectio magistralis. Stefano Ciccone (Coordinatore nazionale di “Maschile plurale”) svolge una conferenza pubblica su “Maschi senza maschilismo? Narrazione di un’esperienza, proposte per il futuro”. Introduce Chiara Zanella, modera Marta Mancini. Presso il Castello Arabo Normanno. 

Sabato 3 giugno
Ore  8,00 –  9,00: Colazione con i filosofi.
Momento informale presso l’Hotel Al Madarig.
Ore  9,30 – 10,30: Meditazione ‘laica’ su “Paesaggio di mare”. A cura di Luigi Lombardi Vallauri. Presso l’Hotel Al Madarig.
Ore 11,00 – 12,30: Leggiamo un libro: “Ascetica da tavolo. Pensare dopo la svolta pratica”. Davide Miccione presenta e discute il suo libro. Introduce e modera Chiara Zanella. Presso l'Hotel Al Madarig.
Ore 18,00 – 20,00: Disputa a due. “Meglio il consulente filosofico o lo psicoterapeuta?” Dibattito pubblico fra Marta Mancini (presidente nazionale “Phronesis”) e Giuseppe La Face (psicologo psicoterapeuta). Presso il Castello Arabo Normanno.
Ore 21,30 – 23,00: Caffè filosofici. Conducono Marta Mancini, Chiara Zanella, Davide Miccione e Giorgio Gagliano.
Presso quattro bar della città di Castellammare che saranno indicati in tempo.

Domenica 4 giugno
Ore  8,00 –  9,00: Colazione con i filosofi.
Momento informale presso l’Hotel Al Madarig.
Ore  9,30 – 17,30: Escursione turistica.
Il pullman parte davanti all’Hotel Al Madarig, passa dalla Riserva dello Zingaro, prosegue per Trapani; alle 14,30 riparte da Trapani e alle 15,30 ripassa dallo Zingaro.
Ore 18,00 – 20,00: Tavola rotonda su “La violenza sulle donne: una sola causa?” presso il Castello Arabo Normanno.
Punto di vista psicologico: Aurora Mineo
Punto di vista pedagogico: Giuseppe Burgio
Punto di vista sociologico: Stefano Ciccone
Punto di vista filosofico: Chiara Zanella
Punto di vista teologico: Augusto Cavadi
Introduce, modera e conclude: Francesco Seminara


NOTIZIE TECNICHE


• La partecipazione a tutti gli eventi è riservata ai possessori di un pass rilasciato dalla segreteria organizzativa del Festival (euro 15,00; per i cittadini residenti ufficialmente a Castellammare del Golfo euro 5,00).
• Eccezionalmente sarà possibile partecipare senza pass, gratuitamente, ai caffè filosofici della sera di sabato 3 giugno.
• La partecipazione alla gita in pullman di domenica 4 giugno sarà riservata a quanti avranno prenotato e versato la quota di iscrizione di euro 20,00 (non più tardi del 20 maggio 2017).
• Tranne dove diversamente indicato, le sessioni di con-filosofia si svolgeranno presso l’Hotel Al-Madarig (con accesso ai possessori di pass).
• Ovviamente si è liberi di pernottare in qualsiasi struttura alberghiera. Convenzioni speciali (sino a esaurimento posti) sono state stipulate con Hotel Al Madarig (Tel. 0924 33533 - Email: info@almadarig.com), Hotel Punta Nord Est (Tel. 0924 30511 - Email: info@puntanordest.com), Hotel La Piazzetta (Tel. 0924 35559 - Email: info@lapiazzettahotel.com). E’ consigliabile verificare se si possono ottenere condizioni ancora più convenienti mediante agenzie online.
• Per i pasti si suggerisce di prenotare sul posto a seconda dei gusti e delle esigenze alimentari. Ristoranti, trattorie, tavole calde e fredde con cibi di strada non mancano certo...

IMPORTANTE: E’ opportuno prenotare la propria iscrizione al Festival.
A tale scopo compilare il modulo predisposto contattando la segreteria di accoglienza: Cell. 328 3369985 - Email: filosofiadamare@virgilio.it
Con questo stesso modulo si può prenotare il servizio transfert dall’aeroporto e per l’aeroporto nonché la gita del 4 giugno.
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La sapienza della lentezza

Filosofia per la vita - La sapienza della lentezza, di Anna Colaiacovo.
I latini definivano ‘otium’ il tempo da dedicare all’attività intellettuale, alla meditazione, allo studio. La possibilità di avere del tempo per sé era così importante che Cicerone considerava l’ozio la caratteristica dell’uomo libero.
Otium da contrapporre a ‘negotium’, il tempo da dedicare agli affari pubblici.
Per Seneca solo gli oziosi, quelli che dedicano tempo alla saggezza, vivono.
Una visione dell’ozio che rimane, accanto a una concezione negativa (ozio, padre dei vizi) anche nel periodo umanistico, età in cui, al tempo della Chiesa che segnava con il rintocco delle campane i diversi momenti della giornata, si aggiunge il tempo del mercante, scandito dall’orologio (J. Le Goff).
Il lavoro e i suoi ritmi organizzano il tempo della modernità, e il tempo della Chiesa acquisisce progressivamente un significato residuale.
Oggi, nella modernità liquida, l’unico tempo rimasto è quello scandito dall’orologio, e non riguarda più solo il lavoro, ma anche quello libero dal lavoro, che diventa esso stesso frenetico. L’industria dell'intrattenimento è cresciuta a dismisura e connota ormai la fase storica che stiamo vivendo, definendo modi, tempi e spazi per il divertimento di massa.
La tecnologia, inoltre, ha talmente invaso la nostra quotidianità che trascorriamo gran parte del tempo libero dal lavoro navigando in rete, smanettando sullo smarphone e, soprattutto i più giovani, stando davanti ai videogiochi.

L’inattività, la lentezza sono oggi sinonimo di noia, si fa di tutto per sfuggirle, per evitare di restare soli con se stessi. Inoltre si ha sempre paura, diventata vera e propria ossessione, di perdere tempo, e invece si perde la propria memoria perché, come sostiene Kundera:
“C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo”¹.
Il nostro è un tempo caratterizzato dal principio di prestazione. Occorre sempre dimostrare di essere all'altezza dei diversi compiti che si è chiamati ad assolvere in un mondo fluido. I genitori preparano i figli sin da bambini a vivere nell'era multitasking. Organizzano le loro giornate in maniera da riempire il tempo non occupato dalla scuola con corsi e attività che non lasciano più tempo veramente 'libero'. Tempo libero nel senso che  non è funzionale a qualcosa, che è gratuito ed è caratterizzato dal 'dolce far niente'. Ed è proprio questo il problema: l'ansia da prestazione dei genitori nasconde una grande paura del vuoto che occorre riempire a ogni costo.

Correre tutto il giorno impedisce di pensare: “A noi è concessa la libertà di pensiero. Non è concesso un pensiero di libertà. Libertà di pensiero si esprime come libertà di parola. Tutti possono dire tutto, soprattutto quelli che non pensano niente. Il pensiero libero si libera prima di tutto dai tempi imposti... Chi vuole opporsi, non corra con i tempi”².
Essere rivoluzionari è forse, oggi, come sostiene Gianfranco Zavalloni nella sua “Pedagogia della lumaca”, oziare, rallentare, perdere tempo?

Si può - Giorgio Gaber

Anna Colaiacovo



¹ Kundera, La lentezza, Adelphi, 1995, pag. 45
² M. Tronti, Dello spirito libero, Il Saggiatore, 2015, pp. 43-44
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7 febbraio 2017

Il dialogo filosofico

Filosofia per la vita - Dialogo filosofico, di Lia Matrone.
Il dialogo, ha specificato il sociologo Zygmut Bauman è "insegnare a imparare".
L’opposto delle conversazioni ordinarie che dividono le persone: quelle nel giusto e quelle nell’errore. Il dialogo non è un caffè istantaneo, non dà effetti immediati, perché è pazienza, perseveranza, profondità.

Nelle pratiche filosofiche il dialogo è il perno centrale, lo strumento principe che permette la costruzione di ponti tra posizioni contrarie, la chiave d’elezione per cogliere la complessità del reale.

Il dialogo filosofico è profondo, si infila cioè sotto lo strato più superficiale del linguaggio comune, ne confuta il riduzionismo semplicistico per dare la parola alle voci più complesse, sottili, e per riconoscere quelle menzognere, meno autentiche. Si smascherano così i discorsi doppi e l’uso capzioso delle parole, ripristina la fiducia nella verità intesa come apertura verso nuovi significati rispetto a ciò già si conosce e quindi come il socratico sapere di non-sapere. Questa disponibilità, che non si limita all’oggetto della conoscenza ma si estende agli altri che insieme a noi conoscono, quindi una disponibilità teoretica ed insieme etica, è una specie di crogiolo di virtù, quali, ad esempio, il rispetto, l’attenzione, la fiducia, l’umiltà, le quali sono tanto tecniche per conoscere quanto valori morali.

Vero esercizio filosofico il dialogo diventa in una comunità di ricerca, una possibilità per i partecipanti a riconciliarsi col proprio pensiero per apprendere a riflettere sul vissuto, partendo dall’esperienza personale.
Quando ci si interroga sul contenuto delle frasi pronunciate, si innesca un processo di presa di coscienza di ciò che si è detto.
Riflettere insieme vuol dire ritrovare le ragioni, l’origine e il senso dell’enunciato, porre l’attenzione sul processo che articola la rappresentazione del reale.

Esercitare il pensiero critico, divergente, ci permette di esplorare il mondo, di non essere il balìa di preconcetti, di allargare orizzonti di senso, di aprire nuove prospettive. Un’attitudine controcorrente, un’attitutine filosofica.

Lia Matrone - Il dialogo filosofico nella filosofia pratica

Lia Matrone
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