MANUALE PER VIP
Rubrica a cura di Augusto Cavadi

Augusto Cavadi, Manuale per Vip
«Eh, no! Mi dispiace. Se vi siete incuriositi a questa nuova rubrica perché immaginate che parli di questo o quel Vip (dall'inglese "very important person"), rimarrete delusi. Niente pettegolezzi, indiscrezioni, dicerie: l'ottanta per cento della carta stampata e delle televisioni ne è già zeppa! Ho voluto scegliere questa sigla, invece, come abbreviazione di "Vivere in pienezza"...»
Dal post introduttivo ►
CENETTE FILOSOFICHE PER NON... FILOSOFI
(DI PROFESSIONE)
Rubrica a cura di Augusto Cavadi

Augusto Cavadi, Cenette Filosofiche
Nel 2003 alcuni partecipanti abituali alle “Vacanze filosofiche” estive¹, e residenti nella stessa città (Palermo), abbiamo esternato il desiderio di incontrarci anche nel corso dell’anno, tra un’estate e l’altra. Da qui l’idea di una cenetta quindicinale presso lo studio legale di uno di noi, Pietro Spalla, che si sarebbe incaricato di far trovare un po’ di prodotti da forno e qualche bevanda. Appuntamento alle ore 20:00 (in martedì alterni) per accogliersi a vicenda e mangiucchiare ciò che si trova sulla tavola: dalle 20:30 alle 22:00, poi, lo svolgimento dell’incontro.

La metodologia che abbiamo adottato è molto semplice: chiunque del gruppo propone un testo che si presti ad essere letto in chiave di filosofia-in-pratica (dunque non solo un classico del pensiero filosofico, ma anche un romanzo o un trattato di psicologia, un saggio di astrofisica o di botanica) e, se la maggioranza lo accetta, diventa nelle settimane successive il testo-base delle conversazioni. In esse non sono graditi gli approfondimenti eruditi (tipici dei seminari universitari) perché si vorrebbe dare spazio alle riflessioni personali, alle risonanze esistenziali e alle incidenze sociopolitiche, suggerite dal testo adottato. Uniche condizioni per la partecipazione: aver letto le pagine del libro che il gruppo si assegna di volta in volta per la riunione successiva (se non si fosse riusciti a farlo in tempo, si è pregati di assistere in silenzio) e intervenire evitando i toni polemici nei confronti dei presenti che abbiano espresso convinzioni, esperienze, ipotesi interpretative differenti dalle proprie².

La pandemia del Covid-19 ha costretto la piccola comunità di ricerca filosofica a sospendere gli incontri in presenza e a sostituirli con sessione in video-conferenza: certamente una riduzione della qualità delle relazioni fra i partecipanti, ma anche l’apertura di possibilità sino a quel momento inesplorate. Così amiche e amici di varie regioni italiane si sono collegati via internet e questa modalità di interazione ha finito col sostituire del tutto le cenette in presenza. Ci si vede direttamente alle 20:30 collegandosi mediante un link che Pietro Spalla trasmette a chiunque faccia richiesta di essere incluso nell’apposita mailing list (spalla.pietro@gmail.com).

La mailing list è diventata, sempre più, un luogo di scambi tra una cenetta e la successiva: scambi di opinioni, di commenti, di suggerimenti bibliografici, di battute umoristiche, di informazioni su eventi culturali... In questa molteplicità di interventi occasionali, non ne mancano alcuni meno estemporanei, di una certa consistenza e di un certo rilievo, che probabilmente meritano di non essere seppelliti nelle ondate di e-mail che si accavallano di giorno in giorno (talora di ora in ora).

Da qui l’idea di aprire in questo blog – www.filosofiaperlavita.it – un’apposita rubrica – “Cenette filosofiche per non... filosofi (di professione)” – che metta a disposizione, per un lasso di tempo più lungo e soprattutto per un pubblico potenzialmente più ampio, i contributi che i sostenitori finanziari della rubrica riterranno opportuno segnalare³.

Augusto Cavadi


¹ Cfr. https://vacanze.filosofiche.it
² Cfr. “Cenette filosofiche” in A. Cavadi, Mosaici di saggezze. Filosofia come nuova antichissima spiritualità, Diogene Multimedia, Bologna 2016, pp. 282-284.
³ Attualmente i rimborsi delle spese di gestione di questa rubrica sono sostenuti da Caccamo A., Cavadi A., Chiesa L., Cillari E., D’Angelo G., D’Asaro M., Di Falco R., Enia A., Federici G., Galanti M., Gulì A., Leone R., Oddo G., Palazzotto A., Paterni M., Randazzo N., Reddet C., Salvo C., Spalla P., Spalla V., Santagati G., Ugdulena G., Vergani B., Vindigni E. Chi desiderasse aggiungersi al numero dei sostenitori può contattarmi alla e-mail a.cavadi@libero.it

14 settembre 2017

Cos'è una passeggiata filosofica?


L’esistenza di ciascuno di noi può anche essere letta come una passeggiata, più o meno lunga e più o meno allegra, dalla culla alla tomba. L’essere umano – è stato più volte notato – è un viator, un nomade, un migrante: solo quando dimentica questa sua condizione di base, vuole fermarsi e mettere radici. Con qualche vantaggio e molti svantaggi.
La pratica filosofica che, da molti anni, mi piace denominare “passeggiata filosofica” intenderebbe ricordarci che la vita può e deve conoscere soste, ma come tappe di un cammino di esplorazione, di ricerca, di scoperta, di confronto.
Questa pratica, infatti, ci coinvolge – in estrema semplicità – sin dalla nostra più elementare corporeità: ci si raduna in un luogo; il filosofo suggerisce in pochi minuti un tema di riflessione; il gruppo si avvia in silenzio per una decina di minuti verso la prima tappa dove, chi vuole, esterna agli altri qualche pensiero maturato; si passa quindi a una seconda tappa dove, nuovamente, chi vuole socializza ciò che gli è venuto in mente durante la meditazione ambulante; infine si raggiunge una terza e definitiva tappa dove avviene l’ultimo scambio di intuizioni.
E’ dunque una pratica in cui esercitare vari atteggiamenti tipicamente filosofici: il silenzio (fisico e interiore); l’ascolto rispettoso dei pensieri altrui; l’elaborazione di propri pensieri originali; la sintonia corporea con il passo degli altri, evitando le fughe in avanti come di isolarsi restando troppo indietro.

La prossima passeggiata filosofica è prevista sabato 30 settembre 2017 a Lercara Friddi (Palermo) nell’ambito di “Madore filosofi fest” ("Week-end di filosofia per non…filosofi”).
Appuntamento a Palazzo Sartorio alle ore 16,00.
Il programma completo con tutte le indicazioni tecniche lo trovate su questo blog, cliccando QUI. Per altre informazioni scrivere a g.furnari55@gmail.com o telefonare al 328.5907127.


Augusto Cavadi
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11 settembre 2017

La natura e noi umani

Filosofia per la vita - Monte Morrone
Monte Morrone, nel cuore del Parco Nazionale della Majella (Abruzzo),
devastato nell’estate 2017 da numerosi incendi dolosi

Per tanti aspetti è vera l’affermazione che la nostra cultura ha radici nel mondo greco. Non lo è però per quanto riguarda il nostro rapporto con la natura. La mitologia greca, che fa scaturire le entità primordiali, in primo luogo Gea, dal Caos, attribuisce alla natura caratteri sacri e colloca l’uomo all’interno di un ordine cosmico regolato da leggi eterne: ogni elemento della realtà ha una sua funzione e un suo posto preciso nel cosmo. L’equilibrio che ne scaturisce però è  precario, le forze del caos possono risorgere sempre. Per questo l’errore più grande agli occhi dei greci è la hybris (tracotanza, arroganza) che induce gli uomini a non saper restare al proprio posto all’interno del cosmo. La frase più celebre di tutta la cultura greca è ‘Conosci te stesso’. Accanto ad essa, sul frontone del tempio di Apollo a Delfi, ce n’era un’altra: ‘Nulla di troppo’. Che cosa significa? Che, per quanto riguarda l’essere umano, occorre conoscere la propria natura ovvero i propri limiti e le proprie possibilità, perché il limite non è inscritto nella natura umana, e allora va continuamente cercato, ma sempre nel rispetto di una natura considerata dai greci sacra e inviolabile.

Questa visione del cosmo come armonia (precaria) e dell’uomo che è inscritto nell’ordine del mondo e ne deve rispettare le regole, pena la furia degli dei (ricordiamo il grande mito di Prometeo), cambia con la concezione ebraico-cristiana che pone l’uomo al vertice del creato e la natura al suo servizio.

Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra.¹

Nella storia del cristianesimo soltanto Francesco d’Assisi dimostra, con le parole e con gli atti, di amare in maniera incondizionata la natura e di sentire un profondo senso di fratellanza nei confronti di tutte il creature. Ma la direzione indicata da Francesco per un lungo periodo non ha avuto fortuna, mentre si è affermato l’antropocentrismo, che, sostenendo la superiorità dell’essere umano (unica creatura dotata di anima rispetto agli altri viventi) ha separato di fatto l’uomo dalla natura e ha preparato il terreno a una visione come quella cartesiana che riduce la natura a res extensa (pura materia retta da leggi meccaniche), territorio in cui l’uomo, con lo sviluppo senza limiti della tecnica, sperimenta la sua potenza.

La conoscenza della natura e la tecnica finiranno con il “renderci quasi signori e padroni della natura”.²

Alla base di questa visione che ha dominato gli ultimi secoli ci sono: l’idea della natura come una grande macchina dalle risorse inesauribili; la convinzione che il benessere  sia legato al possesso del maggior numero di ‘cose’; la tendenza a rifiutare ogni limite, anzi l’esortazione ad andare oltre i limiti. La logica sottesa alla cultura del macchinismo è di tipo lineare: ogni problema all’interno di una macchina può essere spiegato e risolto individuando ciò che  in alcune sue parti non funziona, a prescindere dal contesto e dall’ambiente circostante.
Oggi, però, sappiamo che il mondo e l’uomo sono organismi complessi e occorre ragionare in termini di sistema, non più di singole parti. Cultura della complessità significa che un insieme è formato di parti totalmente intrecciate tra di loro e che non sono le parti prese in sé ad essere caratterizzanti ma il processo di relazioni che incessantemente si creano tra di esse e ogni intervento su una parte comporta una serie di eventi che presto diventano imprevedibili.

La cultura della complessità però fatica a imporsi. L’artificialità dei nostri modelli di vita ci ha allontanato dai cicli naturali e dalla consapevolezza che risorse per noi essenziali come l’acqua sono esauribili; solo le catastrofi ambientali ci fanno improvvisamente rendere conto della precarietà della nostra condizione e della nostra dipendenza dalla natura di cui non siamo padroni. Per affrontare questi problemi è necessario soprattutto un cambiamento culturale, una consapevolezza dell’essere tutti parte di una casa, la Terra, che mostra segni visibili di grande sofferenza. Una consapevolezza evidente nell'enciclica di Papa Francesco, Laudato si’, che, richiamandosi alla potente figura di Francesco d'Assisi e partendo dalla convinzione che ‘tutto nel mondo è intimamente connesso’, ci invita al rispetto di ogni creatura che abita la nostra casa comune, “sora nostra madre terra”.

Anna Colaiacovo


¹ Genesi 1, 27-28
² Cartesio, Discorso sul metodo, Editori Riuniti, Roma, 1978, pag. 110
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4 settembre 2017

"Madore in (Filo)Fest": Festival della filosofia-di-strada a Lercara Friddi (Palermo), I edizione 30/9 - 1/10/2017

Filosofia per la vita - Madore in (Filo)Fest - Lercara Friddi
Lercara Friddi (Palermo)

COMUNE DI LERCARA FRIDDI (PA)
ASSOCIAZIONE SEGNI E SOGNI (LERCARA FRIDDI)
SCUOLA DI FORMAZIONE ETICO-POLITICA “GIOVANNI FALCONE” (PALERMO)
GRUPPO EDITORIALE “DI GIROLAMO” (TRAPANI)
FATTORIA SOCIALE “MARTINA E SARA” (BRUCA - TP)

organizzano

MADORE IN (FILO)FEST
I edizione del Festival della filosofia-di-strada di Lercara Friddi (Palermo), Sabato 30 Settembre e Domenica 1° Ottobre 2017
In vicinanza d’affetti con Anita Furnari




IL SENSO DELL'EVENTO

La filosofia è una materia scolastica che può piacere o meno (anche a seconda dell’insegnante). Ma, nella sua essenza, è desiderio di capire se stessi, il mondo, la società; di ragionare con la propria testa; di agire liberamente e responsabilmente nella storia. In questo senso è un diritto-dovere di ogni persona umana, indipendentemente dai titoli di studio e dall’età. Questa I edizione del Festival della filosofia-di-strada vuole essere un’occasione per far assaporare la filosofia come occasione di crescita civile per tutti e per tutte.



PROGRAMMA

Sabato 30 settembre
Ore 14,00 - 15,30: Accoglienza e registrazione partecipanti presso Palazzo Sartorio.
Per chi avesse bisogno di ospitalità: scrivere a Pippo Furnari (g.furnari55@gmail.com / cell. 328 5907127)
Ore 16,00: Trasferimento da Palazzo Sartorio all’insediamento sicano di Colle Madore - Partenza della passeggiata filosofica con Augusto Cavadi.
Ore 18,00: Palazzo Sartorio - Tavola rotonda aperta agli interventi dei presenti con Augusto Cavadi, Alberto Biuso, Orlando Franceschelli, Giorgio Gagliano.
Il dono: ricchezza per chi dà o per chi riceve?
Ore 20,30: Palazzo Sartorio - Convito con degustazione guidata di cibi locali*

Domenica 1° ottobre
Ore 10,00 - 12,00: Si può scegliere di partecipare a uno dei tre incontri di con-filosofia (che si svolgeranno in contemporanea in tre luoghi differenti):
• Piazza Macello - Meditazione condivisa con Orlando Franceschelli su Leo Tolstoj: pensieri sulla vita e sulla felicità
• Palazzo Sartorio - Meditazione condivisa con Alberto G. Biuso su Vivere con pienezza: per una spiritualità pagana
• Scalinata San Francesco - Meditazione condivisa con Giorgio Gagliano su Dio o non Dio?
Ore 12,15 – 13,30: Visita guidata alle ex-miniere di zolfo di Lercara Friddi (partenza da Palazzo Sartorio)
Ore 13,45: Bar Pasticceria Vento - Convito con degustazione guidata di cibi locali*
Ore 16,00: Palazzo Sartorio - Proiezione del video “Tarantina taranta” di Antonino Prestigiacomo.
Dissertazione di Alberto G. Biuso su La taranta: musica, dolore, riscatto.
Spettacolo di musica e danza: la taranta (al violino Giorgio Gagliano, balla Linda Mongelli).
Ore 19,30: Palazzo Sartorio - Apericena di arrivederci con degustazione guidata di cibi locali*



AVVERTENZE TECNICHE

• Per partecipare a uno o più eventi culturali del week-end di “filosofia per non…filosofi” (di professione) è necessario iscriversi e portare con sé esposto il “pass” (costo euro 5,00; per chi si iscrive entro il 10 settembre euro 3,00)
• Chi volesse partecipare anche ai momenti conviviali contraddistinti da un asterisco (*) deve acquistare, per ogni pasto, un ticket di euro 12,00.
• Nel corso dei due giorni sarà possibile visionare degli stand dove saranno in vendita promozionale libri, riviste, oggetti di artigianato e cibi tipici.

Per ulteriori informazioni:
Biblioteca comunale: Tel. 091. 8247165
Pagina Facebook: Associazione Segni e Sogni
Email: g.furnari55@gmail.com
Cell. 328 5907127
Coordinamento organizzativo: architetto Pippo Furnari
Direzione scientifica: filosofo consulente Augusto Cavadi
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26 agosto 2017

Seminario sulla Tenerezza, prima edizione - Loiano (Bologna), 23-24 settembre 2017

Filosofia per la vita - Marc Chagall
Marc Chagall, "Il compleanno"

Il senso di un Seminario sulla Tenerezza

Non si scopre nulla se si afferma che l’umanità ha sempre vissuto “tempi difficili” e che ha anche saputo esprimere in ogni situazione attenzione, rispetto, cura degli altri e tenerezza. Non c’è un momento buono per provare e praticare la tenerezza: ogni momento è buono. Anche la nostra società così fortemente competitiva ed escludente, affannata e spesso sull’orlo della disperazione ha bisogno di una forte dose di tenerezza, per se stessi e per gli altri. Gratuitamente. Chi esercita la tenerezza crea immediatamente un ambiente migliore e tempi meno difficili.
Un seminario sulla tenerezza deve provare ad essere “amichevole” e plurale. Per questa ragione avremo occasione di sentire voci ed esperienze diverse, e avremo anche tempi ragionevoli per poter ascoltare ed esprimerci senza fretta, fuori dal clima sempre più diffuso delle contrapposizioni e delle polemiche.
La misura e il rispetto degli altri saranno il primo dono che ogni partecipante dovrà portare.
Lo spirito della tenerezza è quello di creare ponti e relazioni positive, con uno slancio di simpatia preventiva, che non nega le differenze, ma sa farne una occasione di conoscenza e di bellezza.



Seminario sulla Tenerezza, prima edizione
Sabato 23 e Domenica 24 settembre 2017
Loiano (BO) - Sala del Comune “Maria Delle Donne”


Intervengono (in ordine di apparizione):

Karmen Ogulin, Assessora alla Cultura e alla Comunicazione etc. del Comune di Loiano;
Patrizia Carpani, Sindaca del Comune di Loiano;
Fabio Bonafé, ricercatore irregolare e autore;
Erika Giovanelli, formatrice nazionale di Telefono Amico Italia, Life Coach di tipo umanista;
Augusto Cavadi, “filosofo di strada”, teologo laico e autore di numerosi libri;
Marco Fregni, maestro di Tai Chi ed esperto di discipline orientali;
Silvia Di Luzio, cardiologa, ricercatrice ed autrice del libro “Il cuore è una porta”;
e naturalmente il pubblico partecipe, tutte le persone competenti di vita e sensibili che porteranno il proprio contributo di ascolto, condivisione e tenerezza.

PROGRAMMA

Sabato 23 settembre
Ore 10,00: Avvio della giornata, presentazioni e senso dell'iniziativa
(autorità e organizzatori)
Ore 10,30: Prima relazione e confronti
Il corpo della tenerezza (Fabio Bonafé)
Ore 13,00: Pranzo*
Ore 15,00: Seconda relazione e confronti
L’empatia in pratica (Erika Giovanelli)
Ore 17,00: Pausa
Ore 17,30: Terza relazione e confronti
La tenerezza secondo Hanna Wolff (Augusto Cavadi)
Ore 20,00: Cena*

Domenica 24 settembre
Ore  9,30: “Otto pezzi di broccato” (Marco Fregni)
(Qigong cinese, movimenti lenti per equilibrare corpo e mente, da fare con vestiti comodi)
Ore 10,30: Quarta relazione e confronti
Il cuore è una porta (Silvia Di Luzio)
Ore 12,30: Conclusioni e altri appuntamenti
Ore 13,00: Pranzo*
Nel pomeriggio chi non deve partire subito si può fermare a Loiano (e nei dintorni) per conversazioni in amicizia e senza affanno.

(*) Il seminario è aperto a tutti e senza costi di iscrizione. Si può prendere parte a tutto il programma o anche solo a singoli momenti, rispettando gli orari. Per motivi organizzativi sarebbe opportuno che chi intende partecipare segnalasse la sua presenza entro il 15 settembre scrivendo un sms al numero 329 7654920 o una mail a fabiobonafe@hotmail.com indicando nome e cognome e a quale momento del seminario intende essere presente. Chi è interessato può anche prenotarsi per pranzi o cena (costi contenuti, ma a carico dei partecipanti). Chi desidera pernottare a Loiano può rivolgersi alla Proloco di Loiano: www.prolocoloiano.com - Tel. 334 9977035.
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7 agosto 2017

E se per le vacanze cercassimo un po' di pace?


Aspettiamo le ferie estive con comprensibile impazienza. Non sempre il bilancio consuntivo è adeguato, però, alle attese. Perché le vacanze, tanto agognate, possono deluderci? Forse perché le trascorriamo non come vorremmo veramente, ma come supponiamo che sia preferibile secondo i criteri dominanti nel nostro ambiente sociale. In effetti, per alcuni tipi antropologici, il quadrinomio sole-musica-alcool-risa funziona perfettamente (e su questi temi martellano gli esperti della pubblicità commerciale); ma ciò non significa che vadano bene per tutti né, ancor meno, che siano sufficienti per tutti. Può darsi che per qualcuno il sole sia gradito, ma ancor più gradito il fresco dei boschi; la musica sia apprezzabile, ma alternata a lunghe ore di silenzio; l’alcool non dispiaccia a fine giornata, ma non come strumento di socializzazione dalla mattina alla sera; le risa divertite siano preziose, ma come effetto di battute intelligenti e non come obbligo sociale per apparire in piena forma reprimendo sul nascere ogni sia pur minimo accenno di pensiero umanamente melanconico. Parafrasando un’espressione di Adriana Zarri (formulata in un contesto assai differente) direi che non ho nulla contro il sole, la musica, l’alcool e le risa: è il loro plesso, il loro intreccio, che mi preoccupa.

Potremmo dunque, prima di decidere la méta e lo stile delle nostre vacanze (ammesso che apparteniamo a quella fascia sempre più ristretta di famiglie che possono permettersene una fuori le mura domestiche) dedicare dieci minuti ad ascoltare il nostro animo più autentico per provare a rispondere alla domanda cruciale: che cosa desidero, davvero?

Potremmo scoprire che ciò che davvero vorremmo sarebbe trascorrere alcuni in giorni in pace. In un contesto naturalistico e storico incantevole, come Erice; con persone affabili, ma capaci di rispettare anche i nostri momenti di solitudine; con degli spunti di riflessione sapienziale su un tema eternamente intrigante, come l’amore in tutte le sue molteplici versioni, ma anche con spazi di silenzio meditativo in cui le parole altrui tacciono per fare emergere le nostre idee e mettere un po’ d’ordine fra di esse.
Per chi desiderasse una vacanza del genere un’occasione last minute (dalla sera del 18 agosto al pranzo del 24 agosto 2017) è rintracciabile sul sito vacanze.domandefilosofiche.it. E’ un’esperienza di “filosofia per non... filosofi” (di professione) inaugurata nell’estate del 1983 che, nonostante i decenni trascorsi, non sembra aver perduto il suo fascino: già una trentina di persone, da tutta Italia, hanno aderito alla proposta (ed è significativo che la maggior parte siano persone che ritornano dopo aver realizzato più volte l’esperienza in altre belle località italiane).

Augusto Cavadi


“100Nove” / 3.8.2017 - Settimanale distribuito in tutte le edicole siciliane
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20 luglio 2017

Bruno Vergani recensisce "Il mare, come è profondo il mare..." di Augusto Cavadi

Filosofia per la vita - Cavadi, Com'è profondo il mare
Potrebbe sfuggirci, ma la condotta personale, valorosa o micragnosa che sia, è prodotta da precisi moventi, mezzi e fini, che ci caratterizzato e che perseguiamo, tutti ci comportiamo, dunque, ottemperando etiche. Di valorose e convenienti le possiamo attingere dalla storia dell’umano pensiero, ma i poeti insegnano che anche l’attenta osservazione della natura può suggerircene di non meno proficue e puntuali, a iniziare dal mare. Augusto Cavadi lo fa nel suo ‘libricino’ "Il mare, com’è profondo il mare..." - titolo preso in prestito da Lucio Dalla - (Diogene Multimedia, Bologna 2017).

L’Autore nel suo andare per mare pesca l’etica dell’avventura, quella della precarietà, della finitudine e del rispetto, della gratuità e dell’attesa, della solidarietà, convivialità, affidamento e accompagnamento, l’etica dell’oltranza, dell’approfondimento e del naufragio, per portarle nel vivere quotidiano. Libro da meditazione che alla larga da superflui pedanteggianti sta sul pezzo condensato e fragrante, da ruminare con piacere e profitto a qualsiasi pagina. 

Bruno Vergani


www.brunovergani.it / 26.6.2017
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13 luglio 2017

"Il mare, com’è profondo il mare...", di Augusto Cavadi: recensione di Antonino Cangemi

Filosofia per la vita - Il mare, com'è profondo il mare - Augusto Cavadi

“Il mare, come è profondo il mare...” di Cavadi tra suggestioni e riflessioni

Quante riflessioni ci suggerisce la contemplazione del mare? Tante, di diversa natura, a volte di segno opposto. Augusto Cavadi, che da qualche anno ha indirizzato la sua prolifica produzione editoriale sul solco della filosofia in pratica, col suo recentissimo “Il mare, come è profondo il  mare...”, edito da Diogene Multimedia, ci aiuta a interrogarci su ciò che il mare rappresenta per ciascuno di noi. Cavadi ci offre il suo supporto per  stimolare le nostre sensazioni e i nostri pensieri mentre ci espone considerazioni di noti e meno noti pensatori, di poeti, psicoterapeuti, consulenti filosofici.

Le tante citazioni contenute nel libro - tutt’altro che sfoggio d’erudizione - invitano i lettori al confronto delle idee, affinché da tale confronto e dal confronto con i punti di vista dell’autore maturi un orientamento personale. In altri termini Cavadi, come si conviene a un consulente filosofico, lungi dal volere affermare in modo impositivo i suoi convincimenti, attraverso articolati ragionamenti esercita sui lettori un’attrazione maieutica. Il mare sollecita le più disparate meditazioni, e Cavadi le fa affiorare con un percorso argomentativo ricco e suggestivo. Sicché, in questo libriccino (133 pagine, euro 9,80) frutto probabilmente di una “vacanza filosofica”, il  mare insegna ad immergersi nella vita, ad affrontarne i pericoli e le  delusioni, a rischiare e a non ripiegarsi nell’inerzia, ma è anche metafora della precarietà dell’esistenza, richiama nello stesso tempo il senso dell’infinito e dei limiti dell’uomo, affascina e sgomenta. Al mare è legata quella che Cavadi definisce “l’etica del rispetto”: la sua immensità, profondità, oscurità induce l’uomo ad avere consapevolezza di non essere onnipotente e la coscienza della propria fragilità reclama il rispetto della sua fauna e della sua flora, ma anche la solidarietà tra gli uomini che sfidano il mare o che sono costretti a confrontarsi con le sue insidie. Tante altre sono le “lezioni” del mare, secondo la prospettiva eticamente orientata di Cavadi.

Il mare è un bene immateriale, nessuno può sostenere di esserne padrone, appartiene a tutti e, in quanto bene comune, esige di essere preservato dalle tante minacce: per esprimere ciò cosa vi è di più efficace degli accorati versi della canzone di Dalla, da cui il libro prende in  prestito il titolo? “Certo/ chi comanda / non è disposto a fare distinzioni poetiche / il pensiero come l’oceano / non lo puoi bloccare / non lo puoi  recintare. / Così stanno uccidendo il mare”. Il mare fa imparare l’arte della pazienza, del sapere aspettare, della fiducia in condizioni prossime migliori. Chi meglio dei pescatori, che tanta familiarità hanno con il mare, sono campioni di pazienza? Il mare fa superare le barriere delle “differenze”, fa incontrare gli uomini, promuove lo scambio e l’integrazione tra universi culturali diversi. Il mare ci fa volgere lo sguardo oltre, ci porta a esplorare oltre i confini delle nostre  conoscenze: si pensi all’esempio dell’Ulisse dantesco. Leggendo il libro di Cavadi, magari sotto un ombrellone in una località balneare, scopriremo queste e molte altre suggestioni del mare: e il bello è che alcune di esse saranno frutto di un nostro autonomo “filosofare”, messo in moto dal metodo socratico cui si affida l’autore.

Antonino Cangemi


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