MANUALE PER VIP
Rubrica a cura di Augusto Cavadi

Augusto Cavadi, Manuale per Vip
«Eh, no! Mi dispiace. Se vi siete incuriositi a questa nuova rubrica perché immaginate che parli di questo o quel Vip (dall'inglese "very important person"), rimarrete delusi. Niente pettegolezzi, indiscrezioni, dicerie: l'ottanta per cento della carta stampata e delle televisioni ne è già zeppa! Ho voluto scegliere questa sigla, invece, come abbreviazione di "Vivere in pienezza"...»
Dal post introduttivo ►
CENETTE FILOSOFICHE PER NON... FILOSOFI
(DI PROFESSIONE)
Rubrica a cura di Augusto Cavadi

Augusto Cavadi, Cenette Filosofiche
Nel 2003 alcuni partecipanti abituali alle “Vacanze filosofiche” estive¹, e residenti nella stessa città (Palermo), abbiamo esternato il desiderio di incontrarci anche nel corso dell’anno, tra un’estate e l’altra. Da qui l’idea di una cenetta quindicinale presso lo studio legale di uno di noi, Pietro Spalla, che si sarebbe incaricato di far trovare un po’ di prodotti da forno e qualche bevanda. Appuntamento alle ore 20:00 (in martedì alterni) per accogliersi a vicenda e mangiucchiare ciò che si trova sulla tavola: dalle 20:30 alle 22:00, poi, lo svolgimento dell’incontro.

La metodologia che abbiamo adottato è molto semplice: chiunque del gruppo propone un testo che si presti ad essere letto in chiave di filosofia-in-pratica (dunque non solo un classico del pensiero filosofico, ma anche un romanzo o un trattato di psicologia, un saggio di astrofisica o di botanica) e, se la maggioranza lo accetta, diventa nelle settimane successive il testo-base delle conversazioni. In esse non sono graditi gli approfondimenti eruditi (tipici dei seminari universitari) perché si vorrebbe dare spazio alle riflessioni personali, alle risonanze esistenziali e alle incidenze sociopolitiche, suggerite dal testo adottato. Uniche condizioni per la partecipazione: aver letto le pagine del libro che il gruppo si assegna di volta in volta per la riunione successiva (se non si fosse riusciti a farlo in tempo, si è pregati di assistere in silenzio) e intervenire evitando i toni polemici nei confronti dei presenti che abbiano espresso convinzioni, esperienze, ipotesi interpretative differenti dalle proprie².

La pandemia del Covid-19 ha costretto la piccola comunità di ricerca filosofica a sospendere gli incontri in presenza e a sostituirli con sessione in video-conferenza: certamente una riduzione della qualità delle relazioni fra i partecipanti, ma anche l’apertura di possibilità sino a quel momento inesplorate. Così amiche e amici di varie regioni italiane si sono collegati via internet e questa modalità di interazione ha finito col sostituire del tutto le cenette in presenza. Ci si vede direttamente alle 20:30 collegandosi mediante un link che Pietro Spalla trasmette a chiunque faccia richiesta di essere incluso nell’apposita mailing list (spalla.pietro@gmail.com).

La mailing list è diventata, sempre più, un luogo di scambi tra una cenetta e la successiva: scambi di opinioni, di commenti, di suggerimenti bibliografici, di battute umoristiche, di informazioni su eventi culturali... In questa molteplicità di interventi occasionali, non ne mancano alcuni meno estemporanei, di una certa consistenza e di un certo rilievo, che probabilmente meritano di non essere seppelliti nelle ondate di e-mail che si accavallano di giorno in giorno (talora di ora in ora).

Da qui l’idea di aprire in questo blog – www.filosofiaperlavita.it – un’apposita rubrica – “Cenette filosofiche per non... filosofi (di professione)” – che metta a disposizione, per un lasso di tempo più lungo e soprattutto per un pubblico potenzialmente più ampio, i contributi che i sostenitori finanziari della rubrica riterranno opportuno segnalare³.

Augusto Cavadi


¹ Cfr. https://vacanze.filosofiche.it
² Cfr. “Cenette filosofiche” in A. Cavadi, Mosaici di saggezze. Filosofia come nuova antichissima spiritualità, Diogene Multimedia, Bologna 2016, pp. 282-284.
³ Attualmente i rimborsi delle spese di gestione di questa rubrica sono sostenuti da Caccamo A., Cavadi A., Chiesa L., Cillari E., D’Angelo G., D’Asaro M., Di Falco R., Enia A., Federici G., Galanti M., Gulì A., Leone R., Oddo G., Palazzotto A., Paterni M., Randazzo N., Reddet C., Salvo C., Spalla P., Spalla V., Santagati G., Ugdulena G., Vergani B., Vindigni E. Chi desiderasse aggiungersi al numero dei sostenitori può contattarmi alla e-mail a.cavadi@libero.it

4 marzo 2022

Dal Benessere al Ben-Essere: week-end filosofico per non-filosofi (di professione) - 2/5 Giugno 2022 - Gibilrossa (PA)

• Augusto Cavadi •

Filosofia per la vita: week-end filosofico a Gibilrossa (PA) Giugno 2022

Scuola di formazione etico-politica "Giovanni Falcone"
Associazione di volontariato no-profit - Palermo


organizza

"Dal Benessere al Ben-Essere"
Lungo week-end filosofico per non-filosofi (di professione)
• Gibilrossa (Palermo) •
Da Giovedì 2 a Domenica 5 Giugno 2022



PROGRAMMA

Giovedì 2 Giugno
Ore 17,00: Accoglienza e sistemazione.
Ore 18,00 – 19,00: Passeggiata filosofica con Augusto Cavadi (partenza dall'obelisco garibaldino).
Ore 19,30: Cena sociale*

Venerdì 3 Giugno
Ore 10,00 – 12,00: "La 'mistica' come crocevia di sapienze", conversazione con Giorgio Gagliano.
Ore 13,00: Pranzo sociale vegetariano*
Ore 16,30 - 18,30: Sessione teorico-pratica di yoga. Conduce Simone Cannatella.
Ore 19,30: Cena sociale*
Ore 21,30: "I Tarocchi 'filosofici': qualche esemplificazione". Conduce Giorgio Gagliano.

Sabato 4 Giugno
Ore 10,00 – 12,00: "Alle radici del ben-essere (e del malessere): le relazioni affettive col bambino sin dai primi mesi di vita", conversazione con Mario Mulé.
Ore 13,00: Pranzo sociale vegetariano*
Ore 16,30 - 18,30: "Effetti perversi della 'pedagogia nera'", conversazione con Adriana Saieva.
Ore 19,30: Cena sociale*
Ore 21,30: Concerto di musica classica. Gabriele Catalanotto (piano) e Giorgio Gagliano (violino).

Domenica 5 Giugno
Ore 10,00 – 12,00: "Non ci resta che navigare a vista? Darsi un progetto per vivere con dignità", conversazione di gruppo introdotta e moderata da Augusto Cavadi.

(*) Su prenotazione.



NOTE TECNICHE

Quota d'iscrizione - 10 euro per ogni giorno (30 euro il pacchetto completo di 4 gg.), gratis per gli under 30. Tranne diversa indicazione, tutte le attività si svolgeranno presso Casa Mantero, via dei Picciotti 8 (Gibilrossa).

Viabilità - Poiché la strada da Palermo a Gibilrossa via Ciaculli è interrotta, bisogna passare da Misilmeri (da cui Gibilrossa dista circa 15 minuti di auto). Per raggiungere Casa Mantero, si consiglia di evitare di passare per la Via Segretaria; la strada è dissestata.


DOVE DORMIRE
• Soggiorno casa Mantero - federica.mantero@gmail.com
1° appartamento: 1 matrimoniale + 1 doppia con unico bagno condiviso (20 euro posto letto).
2° appartamento: 1 matrimoniale (di passaggio) + 1 singola con unico bagno condiviso (20 euro posto letto).
Prima colazione (su prenotazione) 5 euro.
Pranzo vegetariano (su prenotazione) 15 euro.
• Soggiorno da Gloria "Gibilrossa BeeHill" - beeclaireguesthouse@gmail.com
1° appartamento: 1 matrimoniale (di passaggio) + 1 matrimoniale con unico bagno condiviso (120 euro per l'intero appartamento).
2° appartamento: 1 singola (di passaggio) + 1 matrimoniale con unico bagno condiviso (70 euro per l'intero appartamento).
Per la prima colazione, prenotarsi eventualmente presso Casa Mantero (federica.mantero@gmail.com).
• Hotel Miravalle (a 15 minuti in auto dal luogo delle riunioni)
Camera singola con prima colazione 50 euro.
Camera matrimoniale o doppia con prima colazione 60 euro.
Camera doppia uso singola (in caso di singole esaurite) 60 euro.
Camera tripla 75 euro.

Per ulteriori informazioni contattare i seguenti numeri:
• 338 4907853 (Augusto)
• 331 2815442 (Federica)
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12 febbraio 2022

“La vita specifica di ciascuno”, laboratorio online di filosofia ETID

Un’occasione per capire meglio chi siamo e le situazioni in cui siamo coinvolti

• Eugenio Agosta •

Filosofia per la vita - Filosofia ETID - Eugenio Agosta

La filosofia ETID (vedi il manifesto della filosofia ETID nel sito www.etidphilosophy.com) intende coniugare le visioni di insieme e le visioni di dettaglio.

Il laboratorio “La vita specifica di ciascuno” intende partire dalle situazioni in cui ciascun partecipante si trova, dalle cose che ciascuno ritiene importanti, essenziali, evidenti, piacevoli, spiacevoli, indifferenti, dalle abitudini interpretative e comportamentali che ciascuno incarna e mette in atto.

Partendo da qui si indagheranno poi le reti di relazioni in cui ciascuno è coinvolto per chiarire meglio la nostra situazione da una prospettiva che ricerchi sia in profondità che in ampiezza.

Sarà un’occasione per porre l’attenzione sulle varie dimensioni in cui si dipana la nostra esistenza e per cercare di chiarire meglio chi siamo. Il laboratorio potrà essere un’occasione per scoprire nuove risorse e possibilità sia di comprensione che di azione.

Il laboratorio sarà tenuto da Eugenio Agosta filosofo e consulente filosofico, ideatore della filosofia ETID ed è organizzato in collaborazione con il Centro Culturale Internazionale (C.C.I.) di Brescia.

Il laboratorio online prevede 6 incontri (uno ogni due settimane) il venerdì dalle 20,30 alle 22.

Il calendario degli incontri è come segue:
25 febbraio, 11 marzo, 25 marzo, 8 aprile, 22 aprile, 6 maggio

Costo del laboratorio: € 122,00

Iscrizione: per richiedere il modulo di iscrizione CLICCA QUI.

Per richiesta di maggiori informazioni scrivere a: ccisnc@gmail.com


Eugenio Agosta
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3 febbraio 2022

"Quale Futuro? Una società con i tempi al femminile", di Anna Colaiacovo e Luigi Collevecchio

• Recensione di Beatrice Masci, docente di Lingua e Letteratura inglese, condivisa da Anna Colaiacovo •


Filosofia per la vita - Quale Futuro? Una società con i tempi al femminile

Quale futuro?

Se si dovesse premiare una donna top, si potrebbe pensare di offrire il titolo a questa scrittrice, Anna Colaiacovo, sia per la sua biografia che per la passione e l’attenzione al processo di indipendenza della donna nella sua evoluzione storica. Fortuna che nell’analizzare questo percorso è coadiuvata da un valido docente e scrittore, Luigi Collevecchio, così che l’analisi e lo studio del mondo femminile vengono effettuati anche da una prospettiva maschile, nel famoso saggio “Quale futuro? Una società con i tempi al femminile”, Diogene Multimedia.
Un concerto a quattro mani e sullo sfondo sfilano le Dee del mondo classico a rappresentare le donne nelle loro infinite sfumature di essere; donne che hanno assorbito il logos, la razionalità dalla civiltà occidentale e l’attitudine, la capacità di cogliere l’unicità e la singolarità degli esseri da quella greca. Ecco mythos e logos fondersi negli esseri umani, come riteneva Platone, o contrapporsi, come sosteneva Aristotele. Da questa analisi deriva che la cultura affonda le sue radici nella mitologia greca e gli esempi che ne derivano sono tanti e tutti ben analizzati nel saggio: farsi prendere dal panico (dal dio Pan) – il complesso di Edipo (esperienza emotiva nella storia di un essere umano) – i virus mediatici intesi come cavalli di Troia – donne viste come Arpia e Megera e tanti altri ancora.
Nel mito dunque ritroviamo l’origine del nostro processo di civilizzazione e, attraverso la ragione, ci poniamo domande che riguardano le nostre origini e il nostro essere.
Tutto l’apporto filosofico e mitologico presente nel saggio lo rende un testo di alta cultura, quella che permette di elaborare “modi di concepire il tempo, lo spazio, la natura, l’individuo, la società, dà risposte alle eterne domande dell’uomo”.
Ma quale cultura permette la comprensione dell’enigmatico mondo femminile? Decisamente quella mitologica se, per decifrare la psiche femminile, partiamo dalla potenza dell’archetipo della Grande Dea e dalle divinità femminili dell’Olimpo, presenti, come archetipi, in ogni donna.
Ritengo affascinante il processo analitico e l’enfasi posta sulla tipologia della donna derivante dalle varie divinità, decisamente un’incognita per me, pur avendo sempre privilegiato l’iter della donna nel panorama letterario, sia nel mio percorso di studio che di docenza.
Ancor più interessante dal punto di vista scientifico è il capitolo riguardante il TEMPO BIOLOGICO e la natura ciclica della donna; praticamente il testo potrebbe essere un valido supporto alla conoscenza di sé, specie per adolescenti nel momento della loro trasformazione in donne.
Filosofia per la vita - Quale Futuro? Una società con i tempi al femminile - A. Colaiacovo, L. Collevecchio
"Quale Futuro? Una società con i tempi al femminile", di Anna Colaiacovo e Luigi Collevecchio.
Nuova edizione ampliata, Diogene Multimedia 2021

Incuriosisce anche la considerazione dello stato della donna nel periodo mestruale nelle varie tradizioni popolari, un vero tabù per secoli, anche se, in realtà, un fenomeno naturale e fondamentale per la sopravvivenza della specie. Questo fenomeno che dovrebbe rendere la donna forte e degna di grande considerazione, se è vero che lei è portatrice di vita, in realtà la rende anche debole nei confronti del maschio che detiene sempre la supremazia in ogni settore, specialmente in quello lavorativo. Questi fenomeni rendono oggettivamente la donna più fragile e per questo la donna scende sempre a compromessi e rinuncia a cariche importanti, egemoniche, al potere, in favore della famiglia.
Tutto il processo lavorativo della donna è scientificamente rappresentato, nel libro, con dettagliati tabulati che coprono gli anni 2011/2017, proprio per indicare la disparità di genere, nonostante la recente rivoluzione sociale e culturale.
E lo Stato? Quale posizione e funzione offre alla donna? Che la nostra società sia generalmente maschilista è un dato di fatto e ne è prova la limitata presenza della donna nel mondo del lavoro ed è negativo, a mio parere, il fattore delle quote rosa, quasi a voler accontentare la donna che, in genere, non è credibile.
Questa è una ferita per il sistema democratico che limita la libertà individuale e la consapevolezza dei diritti. I recenti provvedimenti a favore della donna e della famiglia rendono migliori le condizioni di vita, ma il Paese mette toppe al passato e non progetta il futuro. La pandemia ridisegna e accelera il futuro, come si evince nella parte XI che ha reso possibile e più convincente questo saggio nella sua seconda ristampa.
Apriamo ancora una finestra in queste pagine: è Tempo di riflettere, perché? Per i cambiamenti climatici, per l’inquinamento del Pianeta, perché la Natura ha perso il suo equilibrio; se Gea, derivante dal Caos, aveva collocato l’uomo all’interno di un ordine cosmico regolato da leggi eterne, con la frantumazione di questo equilibrio e con la hybris, la tracotanza, arroganza, il cosmo perde la sua armonia e l’uomo disconosce i suoi limiti (Prometeo). A completare questo quadro, un riferimento biblico, tratto dalla Genesi, e ancora la figura di Francesco d’Assisi e il suo relazionarsi con la Natura contro il fenomeno dell’antropocentrismo e la superiorità dell’essere umano.
La precarietà della condizione umana e la dipendenza dalla natura sono pensieri presenti nel momento della diffusione del Covid e degli effetti derivanti dalla pandemia. Primo elemento negativo è da considerarsi l’isolamento e la solitudine a cui l’uomo è stato sottoposto, per non parlare della sensazione di fragilità e di morte. È stato ed è ancora un grande problema storico-politico, di cui, temo, prima o poi vedremo conseguenze lancinanti: la pandemia ha cambiato le nostre priorità, mentre il mondo economico ha cambiato volto, creando situazioni di grave disagio all’interno della famiglia, per quanto riguarda le relazioni umane e la crisi del lavoro, in particolare quello della donna. Tralascio tutte le considerazioni storico-sociali ed economiche presenti nel libro e accolgo le sfide della New Generation a cui abbiamo il dovere di lasciare un mondo migliore anche e soprattutto attraverso una rivoluzione culturale che vedrà le donne protagoniste.
Non vorrei apparire troppo pessimista, ma il successo di movimenti irruenti e semplificatori sul piano della lotta per la salvaguardia del pianeta e quella dei No-Vax si spiega anche con la debolezza culturale. Mi piace suggerire alcuni versi di Ezio Bosso come risposta alla domanda: Quale futuro?

“Questi sono i giorni per ricordare
Per correggere e giocare
Sì, giocare a immaginare domani
Perché il domani quello col sole vero arriva
E dovremo immaginarlo migliore
Per costruirlo
Perché domani non dovremo ricostruire
Ma costruire e costruendo sognare
Perché rinascere vuole dire costruire
Insieme uno per uno”


Beatrice Masci

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1 febbraio 2022

R.O.C. Filosofico: "Io ci sono e peggio per chi non c'è"

• Condiviso da Augusto Cavadi •


Filosofia per la vita - R.O.C. Filosofico
Radio Oltre Cultura

presenta

R.O.C. FILOSOFICO - Puntata 5
"Io ci sono e peggio per chi non c'è. Parmenide e Zenone tra perfezione e tartarughe velocissime"
A cura di Gennaro Iorio

Filosofia per la vita - Radio Oltre
Podcast fruibile per intero, gratuitamente e senza registrazione, sul sito web di Radio Oltre Cultura, la radio web dell'Istituto Francesco Cavazza di Bologna. Per il link diretto cliccare QUI

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5 gennaio 2022

P4C e Pratica Filosofica di Comunità, corso di formazione a Modica (RG) 17/02 - 10/03/2022

• Condiviso da Augusto Cavadi •


Filosofia per la vita - Pratica filosofica di comunità
Scuola di Pratica Filosofica "Acuto"
in collaborazione col CRIF
e con Ente Liceo-Convitto di Modica
Filosofia per la vita - Scuola di Pratica Filosofica Acuto, CRIF, Ente Liceo-Convitto di Modica
organizza

Corso di formazione P4C e Pratica filosofica di comunità
La “pratica filosofica di comunità” (PFC) rappresenta una delle risposte al bisogno, espresso da più parti fin dagli anni ’80 del secolo scorso, di ritrovare una funzione “pratica” della filosofia. Sullo sfondo di gran parte delle cosiddette “pratiche filosofiche” si intravede la figura di Socrate, modello fondativo di ricerca filosofica condotta per mezzo del dialogo, che privilegia il medium dell’oralità e della contestualizzazione in un quadro generale di “Filosofia per tutti”.

La Philosophy for children ha, anch’essa, forte ispirazione socratica, ma sostiene e mette in pratica un’idea di dialogo “polifonico” in cui l'insegnante-facilitatore svolge un ruolo non più ironico e decostruttivo, ma mette in atto un profilo piuttosto complesso di professionalità centrato su competenze quali:

1) Saper riconoscere e controllare le variabili di contesto che agiscono sui processi di apprendimento;
2) Acquisizione dello stile dialogico e riflessivo che connota la figura del facilitatore;
3) Acquisizione delle abilità e delle tecniche necessarie per dare vita ad una "comunità di ricerca";
4) Orchestrare le opinioni dei partecipanti alla ricerca favorendo il passaggio graduale dalla “vetrina delle opinioni” al dialogo “polifonico”, dalla competizione alla convivialità;
5) Garantire lo stile filosofico dell’indagine;
6) Spingere la riflessione verso l’orizzonte delle certezze scontate e tacitamente utilizzate;
7) Alimentare l’attività di squadra e tenere vivo il senso di comunità;
8) Monitorare e governare la dinamica del gruppo e delle comunicazioni verbali e non-verbali;
9) Provocare con domande, contro-esempi e dubbi la tendenza al conformismo e il bisogno di conclusioni nella ricerca.

Coordinatrice del progetto: Teresa Floridia.

Formatori: Antonio Cosentino, Alessandra Tigano e altri esperti.

Il programma prevede 8 incontri (sia in presenza* che on-line) secondo il seguente calendario:

17 Febbraio 2022: 2 ore in presenza (dalle 18:00 alle 20:00);
18 Febbraio 2022: 4 ore in presenza (dalle 15:30 alle 19:30);
19 Febbraio 2022: 4 ore in presenza (dalle 15:30 alle 19:30);
20 Febbraio 2022: 4 ore in presenza (dalle 9 alle 13);
25 Febbraio 2022: 3 ore on-line (dalle 15:30 alle 18:30);
04 Marzo 2022: 3 ore on-line (dalle 15:30 alle 18:30);
10 Marzo 2022: 3 ore on-line (dalle 15:30 alle 18:30);
2 ore di attività in remoto.

(*) Presso: "Ente Liceo-Convitto" - Modica (Ragusa) - Via Liceo Convitto, 33


Costo: 150 Euro.

Pre-iscrizioni: modulo disponibile sul sito web della Scuola di Pratica Filosofica "Acuto" (CLICCA QUI).
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11 dicembre 2021

Covid-19, domande e risposte per cercare di venirne a capo

• Augusto Cavadi •


Filosofia per la vita - Questionario Covid
In quanto filosofo-consulente, per esigenza interiore prima che per professione, ho cercato e cerco di seguire il dibattito attuale sul Covid-19. Poiché avverto fortemente i miei limiti (di informazione scientifica e di riflessione critica) sono arrivato alla conclusione di chiedere aiuto ai lettori di questo blog che vogliano prestarmelo.
Ecco dunque 6 domande: chi vorrà, potrà dare – nello spazio ‘commenti’ in calce (o, se avesse difficoltà tecniche, scrivendo su a.cavadi@libero.it una e-mail che poi mi incaricherei di ricollocare sul blog) – le sue risposte.
Saranno cancellate esclusivamente le risposte o formulate in maniera offensiva (si prega di esprimere liberamente il proprio parere senza fare riferimento esplicito e diretto a interventi precedenti ospitati nel blog) o generiche (intendo: che non facciano riferimento a una domanda precisa, specifica); lascerò invece al giudizio di chi leggerà le risposte la valutazione degli interventi carenti o per riferimento alle fonti o per illogicità di argomentazione. La sinteticità di ogni risposta gioverà certamente alla comprensione della stessa da parte dei lettori.

• 1: “La pandemia, di cui parla la maggior parte delle fonti governative italiane e dei mezzi di trasmissione sociale, c’è davvero o è – in parte o in toto – un’invenzione?
• 2: “Chi si è sottoposto a una o più dosi di vaccino ha – nei mesi immediatamente successivi - le stesse probabilità statistiche di ammalarsi rispetto a chi non vi si è sottoposto?”
• 3: “A prescindere dalle probabilità di ammalarsi, chi si è sottoposto a una o più dosi di vaccino, se si contagia – nei mesi immediatamente successivi – è esposto al medesimo grado di rischi clinici rispetto a chi non si è sottoposto a profilassi?”
• 4: “A prescindere dalle probabilità e dalla gravità del contagio personale, chi si è vaccinato può contagiare altri in misura meno grave rispetto a chi non si è vaccinato?”
• 5: “A prescindere dai metodi per ottenerlo (green pass o altro), l’obiettivo di vaccinare quanti più cittadini possibile è condivisibile (perché gli innegabili effetti secondari indesiderabili costituiscono un prezzo accettabile) o contestabile (perché, rispetto agli inconvenienti sanitari, l’obiettivo della profilassi non assicura vantaggi apprezzabili)?”
• 6: “Il governo italiano ha, di fatto, limitato la sfera di libertà dei cittadini in questo periodo di pandemia: giudicata nel suo complesso, questa politica restrittiva è stata giustificata da oggettive ragioni di salute pubblica o si è attuata – strumentalizzando la ‘pandemia’ (vera o presunta) - per obiettivi strategici inconfessabili (ma intuibili)?”


Se sono stato chiaro nella mia proposta, ogni intervento dovrebbe avere una struttura analoga alle Summae medioevali: “Alla prima questione rispondo che…”. Ovviamente è possibile, dopo aver risposte alle domande o dopo averle bypassate, esprimere delle considerazioni critiche sul questionario: ad esempio, notando che qualche domanda è stata malposta o proponendo l’aggiunta di qualche altra questione etc.


Augusto Cavadi
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10 dicembre 2021

Filosofia del quotidiano, di mano in mano

• Augusto Cavadi •


Filosofia per la vita - Illustrazione di Amy L. Frazer
Nell'immaginario collettivo la filosofia si interroga solo a partire da fenomeni grandiosi, di portata universale o per lo meno epocale: come l'amore o la morte. Se così fosse, la quotidianità ne resterebbe quasi totalmente esclusa. E, in effetti, così per lo più avviene: anche a eminenti cattedratici di discipline filosofiche capita di trascorrere l'intera vita senza mai interrogarsi criticamente sulla scelta del menù a tavola o del mezzo di trasporto urbano. Ci sono però filosofi – i filosofi ‘pratici’, i ‘consulenti’ filosofici o i ‘mediatori filosofici’ (sorvoliamo, per brevità, sulle differenze fra questi ruoli) – che amano il continuo rimando dal micro al macro (e ritorno): dal particolare al generale, dal dettaglio all’insieme.

'Il mediatore filosofico e l'esperienza delle mani', di Gianvittorio Pisapia
Il dettaglio che colpisce Gianvittorio Pisapia, nel breve ma intenso Il mediatore filosofico e l'esperienza delle mani (Cleup, Padova 2020, pp.63, euro 12,00), è il fatto che siamo animali dotati di mani: “mani che accarezzano e mani che puniscono; mani che benedicono e mani che minacciano; mani che leniscono e mani che distruggono; mani che porgono e mani che respingono; mani che offendono e mani che sostengono; mani che uniscono e mani che dividono; mani che offrono e mani che sottraggono; mani che raccolgono e mani che disperdono (Maria Giacobbe)” (p. 39).

Il pensiero non può non andare alla canzone, molto bella, "Mani" di Eduardo De Crescenzo.

"Mani" - Eduardo De Crescenzo, dall'album "Amico che voli" 1982

Già illustri pensatori greci si erano interrogati su questo aspetto della nostra corporeità: “se per Aristotele la natura ha dato la mano all'uomo perché è il più intelligente degli animali, per Anassagora l'uomo è più intelligente degli altri animali perché possiede le mani” (p. 34). Quale che sia la tesi più vera, dobbiamo riconoscere che stiamo riflettendo non su protesi accidentali, bensì su qualcosa di materialmente circoscritto che ha finito con l'invadere semanticamente sfere molto più ampie della nostra esperienza: “passare la mano, toccare con mano, prendere in mano la situazione, avere le mani in pasta, avere le mani bucate, stare con le mani in mano, lavarsene le mani, dare una mano, venire alle mani, mettere la mano sul fuoco, essere colti con le mani nel sacco, chiedere la mano al padre della fidanzata, alzare le mani su qualcuno, baciare le mani, battere le mani, stringere la mano, fare man bassa, mettersi le mani nei capelli, mettersi nelle mani di qualcuno, mordersi le mani, portare in palmo di mano, rimettere mano a qualcosa, mettere mano al portafoglio, persona alla mano, a mano a mano, rubare a man salva, a piene ani a portata di mano, fuori mano, di prima mano” (pp. 38-39).

Pisapia non è un filosofo in senso canonico (insegnava all'Università di Padova Criminologia clinica), ma ha voluto scrivere questo saggio per attestare che la filosofia, come la poesia, non si lascia imprigionare nelle aule scolastiche e accademiche. E come la poesia riscatta le esperienze ordinarie dal regime di banale ovvietà in cui sono solitamente relegate.


Augusto Cavadi


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